Jump to content

Extatosoma Tiaratum


spidermorfeo

Recommended Posts

Salve a tutti, posseggo da circa un mese tre esemplari di Extatosoma Tiaratum, da quando li ho mi hanno fatto una muta , saranno sui 6cm, quindi non ancora adulti, mi sono accorto che sono accasciati sul fondo in preda a piccole contrazioni e uno di essi ha emesso dall'apparato della bocca del liquido schiumoso verde, adesso mi domando se la loro morte può essere dovuta al cibo: rovi, querciolo, rose prese in una villa cittadina di Roma periodicamente, potrebbe essere contaminato? non mi pare vengano usati pesticidi dove prendo il cibo, inoltre li ho sempre lavati prima di metterli nel faunabox. Ho sempre nebulizzato il fauna box 2 o 3 volte al giorno come viene consigliato. Che dite? a cosa può essere dovuta questa lenta e lunga agonia di questi fasmidi?

Link to comment
Share on other sites

Ciao spidermorfeo,

mi dispiace molto per i tuoi giovani Extatosoma tiaratum. Possiamo fare delle ipotesi:

- forse hanno mangiato delle foglie inquinate. Consiglio di raccogliere le piante nutrici in ambienti naturali, se no in luoghi non esposti all'inquinamento;

- forse si tratta di depressione da inbreeding. E' vero che molte specie si riproducono per partenogenesi in cattività, però anche dopo poche generazioni gli individui possono diventare sempre più deboli. Questo accade anche negli allevamenti bisessuali a causa dell'accoppiamento tra consanguinei;

- forse dipende dalle condizioni di allevamento. Nella mia esperienza quando allevo l'Extatosoma tiaratum raramente spruzzo acqua. Un'atmosfera umida serve quando l'insetto deve fare la muta, altrimenti poca acqua. Se offri loro del rovo fresco dovrebbe essere sufficiente alla loro idratazione. Tuttavia so di persone che lo allevano bene anche in condizioni di umidità. Penso anche che sia molto importante evitare che si formi aria viziata nella gabbia e quindi fornire un'adeguata ventilazione;

- è possibile che i tuoi esemplari siano stati colpiti da un agente patogeno, consiglio di fare attenzione alla pulizia del terrario.

 

Proprio in questi giorni è capitato anche a me di perdere diverse ninfe di una specie neotropicale e ancora non ho capito bene cosa può aver causato la loro morte.

 

Saluti,

Marco Gottardo

Link to comment
Share on other sites

Ciao spidermorfeo,

-Penso anche che sia molto importante evitare che si formi aria viziata nella gabbia e quindi fornire un'adeguata ventilazione;

- è possibile che i tuoi esemplari siano stati colpiti da un agente patogeno, consiglio di fare attenzione alla pulizia del terrario.

 

 

Saluti,

Marco Gottardo

Ciao innanzitutto ti ringrazio della tua esauriente risposta:

-Il faunabox era solamente coperta da retina bianca a trama fitta, quindi molto areato.

-Come substrato avevo della torba che uso anche per altre teche di vario tipo e non penso sia quella la causa. Probabilmente è stato per via del cibo contaminato dall'inquinamento (?)

Link to comment
Share on other sites

I sintomi descritti fanno effettivamente pensare ad una intossicazione da pesticidi... tanto i tremiti quanto il rigurgito di materiale gastrico fanno pensare ad una perdita di controllo sulla muscolatura in generale...

Ci sono diverse famiglie di prodotti insetticidi in grado di fare ciò, interferendo sulla trasmissione degli impulsi tra i vari assoni di una fibra nervosa: gli insetti intossicati cominciano a muoversi in maniera sempre più scomposta, quindi perdono la capacità di reggersi in piedi e di camminare, ed infine muoiono per paralisi di tutti i muscoli...

 

Escluderei la depressione da inbreeding... tre esemplari contemporaneamente?

 

Personalmente evito appena posso di dar da mangiare rose ai miei fasmidi, perchè il rischio di contaminazione da pesticidi è piuttosto alto. Con i rovi, soprattutto se provenienti da aree incolte o marginali, il rischio è teoricamente minore. Esiste sempre comunque la possibilità, sebbene assai remota, di una contaminazione accidentale, o di un effetto di "deriva" di pesticidi da piante vicine trattate, per esempio a causa del vento...

La distanza da giardini, coltivazioni, alberature e quant'altro dovrebbe essere indice di sicurezza...

Io, vivendo a Milano, devo affrontare questo problema una-due volte la settimana... anche se ho scoperto che le massicciate ferroviarie sono estremamente proficue...

 

Per quanto riguarda aereazione ed umidità... io allevo praticamente tutti i fasmidi in terrari di plexiglass con coperchio a ghigliottina... il ricambio di aria avviene solo tramite un foro di circa 10 cm di diametro praticato sul tetto e protetto da zanzariera...

Tengo in ogni terrario un fascio di rovi dentro un barattolo capiente ma con il collo non troppo largo, pieno d'acqua che sostituisco quando cambio i rovi.

Ogni tanto, ogni uno-due giorni, do' loro 20 secondi di "pioggia" vaporizzando acqua. Agli Eurycantha vaporizzo per bene lo sfagno del substrato.

Ogni tanto pulisco il fondo (nel caso di Sypiloidea e Baculum... butto tutto :lol: )

Mai avuto problemi di muffe o morìe di neanidi e, per ora (da qualche anno...) si riproducono allegramente...

 

E' estremamente improbabile riuscire ad ottenere un ambiente che sia contemporaneamente molto aereato e molto umido, soprattutto all'interno di una abitazione... e poi le muffe si sviluppano comunque se l'umidità è elevata.

Personalmente ritengo che un bel mazzo di rovi, con abbondante acqua a disposizione, costituisca l'umidificatore naturale più economico esistente.

Le foglie infatti liberano in continuazione vapore acqueo attraverso gli stomi, mantenendo una sorta di "velo" di vapore su tutta la foglia... questo vapore tende, seguendo le leggi sulla diffusione dei gas, a diffondersi appunto nell'ambiente, cercando di saturarlo...

Se il ricambio d'aria non è eccessivo si forma comunque all'interno del terrario un ambiente con umidità relativa più elevata di quella domestica.

Il sistema tende a regolarsi da solo (e le foglie, si sa producono ossigeno... ;) )

Gli insetti non dovrebbero soffrire affatto per una aereazione non eccessiva...il consumo di ossigeno è modesto, e la concentrazione di quest'ultimo tenderà a rimanere costante, sempre per leggi naturali...

Link to comment
Share on other sites

I sintomi descritti fanno effettivamente pensare ad una intossicazione da pesticidi... tanto i tremiti quanto il rigurgito di materiale gastrico fanno pensare ad una perdita di controllo sulla muscolatura in generale...

Mi sa che infatti è stata proprio questa la causa... Mi dispiace abbastanza... quindi per ovviare a questo problema in futuro bisogna cercare di avere la sicurezza sul cibo che gli si da....??? Mettere in vaso e tenere in terrazzo rovi e magari eucalipto? l'inquinamento influisce?

Link to comment
Share on other sites

Mi spiace Pier antonio......Comunque non credo sia qualche cosa legata ai geni,perchè anche io ho 4 esemplari consanguinei con i tuoi ma per adesso non mostrano segni come i tuoi(spero mai).....mi spiace veramente!Io comunque per gli extatosoma ho abolito i rovi ma gli somministro sempre eucalyptus....Sono ghiottissimi....però è strano spider,credo più ad un fatto di morte per avvelenamento...

Link to comment
Share on other sites

Hai un terrazzo mooolto grande?

Hai idea di quanti rovi mangiano alcuni esemplari cresciutelli di Extatosoma?

E l'inquinamento, tanto, non puoi evitarlo...

Se vuoi un po' di uova, non fare complimenti... però c'è da aspettare parecchi mesi... ;) per la schiusa (sono tutte uova partenogenetiche)

 

Ciao

Franco

Link to comment
Share on other sites

E' una domanda pelosa... la risposta è sì e no...

In teoria sì: sulle foglie sono presenti sostanze che, in seguito a lungo accumulo, possono risultare tossiche... però, considerata la durata media dei fasmidi... mi sembra improbabile...

"Derive" di pesticidi escluse, ovviamente. Ma è abbastanza difficile...

La pratica del lavaggio dovrebbe eliminare oltretutto una piccola frazione di questo genere di rischio... ma io, anche per mancanza di tempo, i rovi non li lavo mai...

 

Ti racconto una cosa strana: durante il mio periodo come borsista presso l'Istituto di Entomologia Agraria, ho avuto modo di assistere da vicino (filavo l'incaricata... :) ) ad una indagine comparata sui dati analitici dei mieli della provincia di Milano ed alcune provincie confinanti.

Fra i vari campioni ve n'era uno proveniente dall'arnia "didattica" posizionata sul tetto dell'Istituto. Tradizionalmente, ogni anno il miele veniva (e credo venga tutt'ora) diviso fra i vari componenti dell'Istituto, professori e non.

Tutti si aspettavano, un po' preoccupati che il miele di Città Studi contenesse chissà quali nefandezze chimiche.

Il responso delle analisi fu stupefacente: non solo il miele conteneva inquinanti (per es. metalli pesanti, particelle carboniose, etc) in quantità sorprendentemente esigue... ma risultava essere uno dei meno contaminati entro un raggio di qualche decina di chilometri... ;)

In nessun caso, comunque, nel miele risultavano presenti inquinanti di origine urbana in quantità più che microscopiche...

 

Le teorie si sono sprecate... personalmente credo che esista comunque una notevole capacità di "autodepurazione" da parte delle api, che funzionano come una sorta di "filtro" biologico...

La presenza di concentrazioni di inquinanti maggiori nell'ambito extra-cittadino (curiosamente la quantità di metalli pesanti più "alta" è stata rilevata nelle prealpi lecchesi...) è spiegabile tenendo presente l'evoluzione cittadina verso il settore terziario (più uffici e meno fabbriche), le correnti d'aria che sposterebbero gli inquinanti dalla periferia cittadina verso l'esterno, e non ricordo più quali altri fattori concomitanti.

Resta il fatto che la Natura, ancora una volta, ci ha stupito... :)

Link to comment
Share on other sites

Accidenti ci ha stupito sì! Comunque il cibo che gli davo l'ho sempre lavato e allora vengo a pensare che l'alimento che ha inciso forse maggiormente sul loro decesso è la rosa, piuttosto che i rovi, che forse inevitabilmente sarà stata trattata con qualche pesticida o quant'altro anche se non di recente..

Link to comment
Share on other sites

Mi spiace veramente un sacco per i tuoi Extatosoma.. ;)

Comunque sia, io ai miei evito di dare la rosa, anche perchè a lungo andare so che può causare problemi alla digestione.

Fortuna vuole, che abbia la casa in campagna, così una volta a settimana posso portare del cibo (quercio, castagno e rovo) fresco ed incontaminato ai miei pargoletti.

Sono veramente dispiaciuto.. :)

Alessio.

Link to comment
Share on other sites

Tieni presente che, fra i pesticidi usati nel settore ornamentale ci sono prodotti con azione translaminare (ovvero in grado di attraversare la lamina fogliare), ed altri ancora aventi proprietà sistemiche... praticamente vengono assorbiti per via diversa e circolano all'interno dei tessuti....

Hai voglia a lavare....

Link to comment
Share on other sites

Secondo me per gli extatosoma ci vuole l'eucalipto...quindi io consiglio di avere sempre a disposizione questa pianta.Si dice(anche in molti siti) di dare l'eucalipto almeno una volta nella vita dell'extatosoma perchè dovrebbe rinvigorirli.Sinceramente io uso solo questa pianta ed anche perchè i rovi ai miei non gli piacciono molto,ai rovi preferiscono di molto la quercia o il leccio... ;)

 

Matteo

Link to comment
Share on other sites

Anche i miei vanno matti per il quercio!

Ogni tanto gli do anche l'eucalipto, ma stranamente non l'apprezzano.. ;)

Link to comment
Share on other sites

Create an account or sign in to comment

You need to be a member in order to leave a comment

Create an account

Sign up for a new account in our community. It's easy!

Register a new account

Sign in

Already have an account? Sign in here.

Sign In Now
  • Recently Browsing   0 members

    • No registered users viewing this page.
×
×
  • Create New...

Important Information

By using this site, you agree to our Terms of Use and Privacy Policy.