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Prede vive CB e pesticidi


EffeCi
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Spesso, nei forum che parlano di alimentazione di animali insettivori in cattività, vengono dati severi ammonimenti a lasciar perdere il più possibile le prede di cattura in quanto "potrebbero contenere pesticidi".

Siccome mi trovo a mio agio nei panni dell'eretico di turno, volevo contestare quest'affermazione e fare alcune considerazioni in merito.

Premetto innanzitutto che i tempi sono cambiati: quando ho iniziato ad interessarmi delle problematiche ambientali correvano i primi anni '70 e gli insetticidi in uso erano i famigerati clororganici (DDT e compagnia bella).

Questa classe di composti presenta la particolarità di accumularsi in alcuni tipi di tessuto (tipicamente quello adiposo). Quindi l'assunzione ripetuta di piccole dosi di pesticida portava nel tempo a raggiungere concentrazioni in grado di interferire nel metabolismo. In aggiunta il DDT nell’ambiente si degrada in tempi lunghissimi, e i prodotti che ne derivano sono altrettanto tossici.

Tutti i pesticidi di allora erano prodotti estremamente potenti, a lunghissima persistenza e di scarsa o nulla biodegradabilità. Inoltre avevano poca specificità d'azione, ovvero risultavano tossiche per esseri viventi appartenenti a Regni diversi (generalmente molecole basate su metalli pesanti).

Per anni, inoltre, il mondo agricolo è stato inquinato da un fenomeno inquietante: la consulenza in materia di fitofarmaci ai contadini veniva effettuata da tecnici specializzati stipendiati dalle Ditte produttrici , che non sempre hanno consigliato in maniera corretta. Immaginatevi che situazione...

In effetti sono state immesse nell'ambiente (in maniera dissennata e del tutto arbitraria) quantità spaventose di pesticidi, provocando danni a non finire.

I più vecchi si ricorderanno della "primavera silenziosa" di Rachel Carson...

I tempi però sono cambiati, per una serie di motivi.

La ricerca scientifica ha messo a punto prodotti estremamente più raffinati, basati su molecole che hanno un impatto a lungo termine sull'ambiente molto minore in quanto caratterizzati da minor persistenza, da una maggior biodegradabilità, e dal fatto di avere prodotti di degrado non tossici.

Un classico esempio potrebbe essere rappresentato dai piretroidi di sintesi.

L'elevato costo di questi prodotti ha portato ad una razionalizzazione ed ottimizzazione degli interventi, indirizzando gli utenti verso l'adozione delle tecniche di lotta guidata o integrata.

Parlando poi in termini strettamente economici, spesso la perdita di una determinata quota di prodotto risulta più conveniente di un intervento di controllo.

Per non parlare del recente sviluppo dei prodotti di origine biologica...

Chiaro, non consiglierei a nessuno di nutrire i propri animaletti con insetti raccolti in città, perchè comunque rischierebbero di contenere sostanze tossiche di altro tipo...

E' vero però che nella maggior parte dei tradizionali ambienti agricoli, di insetticidi se ne usano pochini, in quanto il grosso del consumo è rappresentato da fungicidi e diserbanti. Si tratta però di molecole ad azione altamente specifica, che generalmente sugli insetti non hanno effetto.

Gli insetticidi sono ancora molto usati nell'agricoltura intensiva (colture protette, vivaistica, frutticoltura, orticoltura, floricoltura), in ambito zootecnico e, neanche a dirlo, nel settore domestico. :angry:

Viceversa sono praticamente inutili, e quindi non utilizzati, nelle colture estensive, in selvicoltura (dove si usano eventualmente sistemi biologici, per ovvi motivi...), in praticoltura.

Tenete presente poi che quasi tutti gli insetticidi di uso comune hanno azione piuttosto rapida e che un insetto comincia a mostrare alterazioni notevoli del comportamento assai prima di morire.... in altre parole, se ci sono tanti insetti non c'è l'insetticida. Negli ambienti che sono stati sottoposti ad un trattamento... nisba!

Ha poco senso anche parlare di insetti “pieni” di insetticida… si tratta di sostanze che agiscono a piccolissime quantità, dopodichè l’insetto cessa di alimentarsi e passa a miglior vita.

Quindi normalmente un insetto raccolto in un prato o in un bosco, piuttosto che nel giardino di casa propria (dove siete in grado di determinare se i pesticidi sono presenti o meno) ha scarsissime possibilità di risultare pericoloso per il vostro beniamino.

Fate piuttosto molta attenzione a lavare bene frutta e ortaggi (soprattutto se fuori stagione) e ad usare con molta parsimonia e discriminazione i prodotti di libera vendita per l’impiego domestico, in quanto (paradossalmente) spesso sono basati su principi attivi assai energici e persistenti…

In teoria le prede vive di cattura potrebbero presentare problemi di commestibilità, ci sono insetti che infatti contengono o producono per difesa sostanze tossiche o ripugnanti, spesso assorbite dalle piante di cui si nutrono.

Quindi non è consigliabile fare una bella “sfalciata” con il retino e usare tutti gli esemplari raccolti.

Le prede vive devono quindi comprendere soltanto specie che notoriamente non siano pericolose, velenose o tossiche.

Questa restrizione consente comunque di utilizzare un sacco di insetti diversi, quali tutte le specie di grilli e cavallette, un sacco di farfalle e farfalline notturne, molte specie assai comuni di bruchi non pelosi , parecchi tipi di ditteri, etc

Considerandone i vantaggi, le prede vive CB migliorano ed integrano la dieta, rendono più reattivi i predatori e, spesso, ne migliorano la colorazione.

Last but not least, offrono il pretesto per studiare un po’ di entomologia “in campo” e fare un po’ di sano moto all’aria aperta...

 

Statemi sani

Franco ;)

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Caro Franco, gran parte del tuo discorso è condivisibile , ma c'è un ma...anzi due.

1-nutrire con insetti di cattura insettivori annuali (mantidi ad es) è praticamente privo di rischio, infatti l'accumulo eventuale di piccole dosi di insetticida è anticipato dalla morte naturale dell'insettivoro...ma una migale che ha una aspettativa di vita di 20 anni? Dubito che le cose vadano ugualmente bene.

2- infestazioni da nematodi....e mi fermo qui, perchè questo è per i possessori di migali il pericolo di gran lunga maggiore.

ciao.

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In teoria le tue osservazioni sono abbastanza corrette, devi però considerare che i prodotti usati attualmente non si accumulano nei tessuti, avendo struttura chimica completamente differente dai clororganici.

Questi ultimi sono in realtà presenti, in dosi più o meno minime, nei tessuti di tutti gli organismi viventi, noialtri due compresi... ;) , così come il mercurio e altre amenità del genere...

 

Per quanto riguarda la possibilità di una infestazione di nematodi, so che zoonosi di questo tipo sono assai più frequenti in popolazioni artificialmente dense e viventi in condizioni non naturali.

Le mie conoscenze in materia mi suggeriscono che, tra l'altro, i nematodi sono parassiti dotati di una certa qual specificità (pare che ogni essere vivente abbia almeno una specie di nematode che lo parassitizza...), e che quindi il movimento degli operatori (nella fattispecie coloro che allevano e vendono prede vive) tra la sede di produzione e i clienti (negozi di animali non sempre in condizioni ottimali, come tutti ben sappiamo) rappresenta secondo me una potenziale fonte di potenziale contagio molto più pericolosa.

 

Con questo non intendo bocciare le prede di allevamento (io stesso consumo 50-100 grilli e una decina di locuste a settimana) in favore di quelle vive (cosa che tra l'altro, per la maggior parte di noi non sarebbe pratica nè tantomeno vantaggiosa), ma solo fare un po' di chiarezza, insieme a tutti voi, sulla questione...

 

Il che (citando Guareschi) è bello ed educativo... :angry:

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