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Guest Vivia

paura degli insetti

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Guest Vivia

Salve a tutti, sono nuova e vi scrivo perché ho bisogno di un aiuto. Io ho una paura davvero grande per quasi di ogni tipo di insetto soprattutto degli scarafaggi e non riuscendo più a vivere in questo modo, ho pensato di chiedere aiuto attraverso consigli e quant'altro a persone che invece amano gli insetti. La mia non é proprio paura, non ho paura che mi pungano o cose simili, ho paura di vederli perché provocano in me una sorta di ribrezzo, so che é brutto a dirsi ma la loro vista mi fa stare male. Sono davvero convinta nel voler farmi passare questa paura in modo tale da poter vivere davvero in contatto con la natura ma per farlo e per potere apprezzare queste creature ho bisogno che qualcuno mi dica cosa posso fare per superare questo grosso ostacolo, almeno per me...

 

Chiedo scusa se ho colpito la vostra sensibilità ma penso che voi possiate aiutarmi.

Grazie e ciao

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buon giorno Viviana e benvenuta!

 

Personalmente,il tuo intervento non ha in nessun modo urtato la mia sensibilità,anzi mi fa molto piacere aiutare qualcuno che voglia smettere di avre paura (o ribrezzo) degli invertebrati (di solito insetti, aracnidi e miriapodi) e,in un futuro, forse anche apprezzarli.

La paura/ribrezzo per questi animali immagino sia data dalla loro "stranezza": sono talmente differenti da noi che spesso provocano schifo.

Io (posso solo parlarti della mia esperienza) li trovo invece molto affascinanti,proprio per la loro abissale differenza da noi,dalla formichina al ragnetto dal millepiedi alle "tarantole" (che è un nome sbagliato per indicare le migali),sono sempre colpito da i metodi di sopravvivenza,dalle abissali differenze che ci separano,ma che permettono ad entrambi di vivere.

Le tecniche di predazione di un ragno quelle di coalizione di una colonia di formiche o termiti sono tutte cose che invece di schifo provocano in me tanta ammirazione e stupore.

Penso che osservando questi micromondi sia impossibile non rimanere ammaliati!

 

Questo è il mio punto di vista, ti auguro una buona fortuna nell'abbattere la tua paura!

 

ciao

 

Simone

 

You can't see California without Marlon Brando's eyes.

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La tua è una forma di zoofobia che è una forma di paura che colpisce molte persone nelle forme più diverse: paura dei pipistrelli, dei ratti, degli uccelli e una mia amica fobia dei cavalli...

La maggior parte di queste paure sono nate da un evento traumatico in genere intenera età.

Ci sono più modi per poter curare questa paura:

-psicologo (ma non mi sembra il tuo caso!!)

-affrontare direttamente i tuoi incubi ma prima di farlo informati su insetti e ragni di cui hai tanta paura e vedrai che sono animali interessantissimi e anche molto affascinanti.

 

p.s non mordono e pungono perchè attaccano l'uomo ma per difesa!!!

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Ciao, Vivia!

 

Un buon metodo è quello di cominciare a conoscerli, leggendo su di loro e osservando loro immagini, in internet o su pubblicazioni. La tua paura legata in modo specifico agli scarafaggi (e lo schifo, come lo definisci tu) dipende in buona parte dal pensiero (anche inconscio) che fanno sorgere: più di altri insetti, gli scarafaggi evocano sotterranei polverosi, luoghi sudici e bui. Anche il loro colore (così scuro) non li aiuta certo a scalare la hit della gradevolezza.

 

Però, se si conosce il "nemico" schifido, lo si schifa meno.

Complimenti per la tua curiosità.

 

Buona giornata.

Lidia

 

PS Un ottimo aiuto deriva dal convincimento che la natura si esprime in una grandissima varietà di forme e di colori. Accanto a quelli iridati delle farfalle che si posano sui fiori, vi sono quelli scuri degli insetti notturni, che spesso - anziché volare - "camminano" rasente i muri, così - nel caso venissero "sgamati" - possono rintanarsi in un battibaleno. Belle le farfalle, belli gli scara: due espressioni diverse di un'unica Madre.

 

Posso dirti la mia personale esperienza: laddove l'aspetto esteriore non mi ispira granché, faccio leva sull'aspetto scientifico ed etologico relativo all'animale poco ispiratore. In questo modo, Vivia, acquista subito ai miei occhi punteggi altissimi.

 

EegaBeeva

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Guest Vivia

Grazie a tutti davvero! In quanto persona molto curiosa più volte, guardando documentari, mi sono fermata a sentire cosa avevano da dire su un ragno o uno scarafaggio o ancora un lombrico e sembra strano ma in tv non mi sucitavano ribrezzo. Anche nel film "il signore degli anelli: il ritorno del re" c'é un ragno gigante, Shalob, che nn mi ha dato alcun fastidio, quindi il problema é legato solo alla vita vera e alla paura di trovarli da qualche parte. Pensate che l'anno scorso sono stata 18 giorni in Romania, un posto davvero povero, ho alloggiato nel villaggio della centrale nucleare di Cernavoda, ma a parte la povertà della gente che ti fa capire quanto sei fortunato, ovunque, ma davvero ovunque c'erano scarafaggi, tantissimi e due mi sono saliti addosso, erano così grossi che li sentivo camminare sopra i vestiti! Ora in Romania non saprei come ritornarci...La mia paura é una cosa piuttosto recente in quanto, giusto ieri, mi é tornato alla mente un episodio di 3 anni e mezzo fa quando in vacanza ho trovato due scarafaggi nella casa in cui ero ospitata e non mi davano alcun fastidio. Comunque sia stanotte ho iniziato la mia "cura", sono rimasta fino alle 3 a guardare una miriade di insetti come la scolopendra, gli scarafaggi, i cervi volanti, e tanti altri. Mi sono un po' informata e a dir la verità mi sono un po' rassicurata [:I]sapendo che gran parte di questi insetti sono notturni. Non é rassicurandomi che combatto la mia paura, quindi sono decisamente intenzionata a mettere come sfondo del mio desktop le specie più diverse tra loro e quelle che in me provocano più fastidio. credo che questo mi possa essere utile, in modo tale da essere meno spaventata in un prossimo incontro.

 

p.s: siete stati gentilissimi, grazie a tutti davvero!

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Guest Giangi

Sai la mia ragazza non aveva idea che un animale insolito come un ragno, un rospo o un serpente potesse suscitare stupore nell'essere ammirato...!

Non provava lo stesso ribrezzo che provi tu, ma al solo pensiero di tenere in mano un rospo ad esempio, stava piuttosto male.

Oggi, fortunatamente, riesce a prendere in mano "quasi naturalmente"

un anfibio come un Bufo bufo o una salamandra. Ho provato a farle prendere una lucertola ocellata e...per mia gioia, non ha avuto alcun problema! Con i ragni non ho provato neanche io in quanto non ne ho mai avuti e purtroppo a causa di una legge attuale, penso che mai ne potrò avere...

Comunque, ti confido che ha ancora una fobia: i topi!

Credo che per vincerla ci vorrà moooolto tempo!

Io, come molti altri in questo forum, sono e siamo dei casi un po particolari, in quanto vuoi o non vuoi, non è facile trovare una persona che non provi una sorta anche minima di ribrezzo verso delle creaturine come gli insetti o i rettili. E questo ahimè, in molti casi è dovuto anche all'educazione che ognuno ha avuto dalla famiglia. Molte persone, mi vergogno a dirlo, hanno pregiudizi verso le persone, figuriamoci verso gli animali!

Comunque non "autoviolentarti", nel senso che non devi sforzarti di avvicinarti subito ad un insetto; prova solo ad osservarlo, e forse chissà, un giorno potresti, senza accorgertene, trovere anche tu il coraggio di toccarne uno.

Bye-bye e buona fortuna,

[;)] Giangi.

 

Rispetta gli altri come te stesso...

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Guest Vivia

Ciao Giangi, grazie per la tua risposta. Il mio problema riguarda solo gli insetti ma non tutti, solo alcuni tipi, diciamo che quelli che mi incutono più timore sono quelli che corrono e che saltano e anche quelli molto grossi che volano (calabroni, cervi volanti). Non mi danno fastidio le formiche, le cocinelle (che alla fine sono degli scarafaggi graziosi in miniatura...), le mosche, le zanzare, moscerini, farfalle e tanti altri. E' brutto a dirsi ma sono razzista con alcuni insetti :s

Per quanto riguarda i rettili mi piacciono molto, da piccola insistevo per farmi comprare un'iguana e poi da grande ho toccato un pitone. Più volte mi sono fermata ad osservare serpenti sia in "gabbia" che fuori e non ho mai avuto paura. Non ho paura nemmeno dei topi, ad esempio una volta, uscendo da un locale, mi sono ritrovata davanti una bella pantegana che si é fermata un attimo, mi ha guardato con aria furtiva ed é scappata. Alcuni animali sono davvero buffi. So che sembrerebbe quasi più normale avere paura di animali del genere, perché più grossi e anche meno innocui degli insetti, ma a me é venuta questa particolare paura di "animali di piccola taglia"

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Guest jimmy

sto propri facendo la tesina di maturità sulla paura spero ti possa essere d'aiuto quest'articolo:

IL PICCOLO PASSO TRA PAURA E FOBIA

 

Se la paura rappresenta la risposta emotiva ad un pericolo o minaccia reali, la fobia al contrario è una “paura” del tutto immotivata.

Le fobie possono essere di molti tipi:

-fobie di situazione (chiuso, aperto, buio, acqua…)

-fobie di esseri viventi (gatti, ragni, cani)

-fobie di oggetti (coltelli, vetri…)

 

 

Fobie evolutive

Da un punto vista evolutivo le fobie possono essere di origine traumatica, o da fissazione, e successivamente evolversi in specificità, diffusione e molteplicità.

Ad esempio un bambino, dopo che una lisca di pesce gli si conficcò in gola e corse il rischio di soffocare, sviluppò in seguito la fobia del pesce, estesasi successivamente a tutto quel cibo che poteva nascondere qualcosa di aguzzo, (il pollo, la selvaggina volatile, ecc.) e successivamente ancora per ogni oggetto che avesse riferimento con il cibo e si presentasse aguzzo come stuzzicadenti, spiedini, ecc.

Cosicché, quando quel bambino divenuto adulto prova senso di soffocamento in presenza, per esempio, di un paio di forbici, diventa problematico poter cogliere la relazione traumatica primaria con la lisca di pesce.

Le fobie da fissazione riguardano paure infantili o primordiali che il soggetto non ha avuto modo di affrontare e gestire. Imparare ad evitare l'oggetto o la situazione rinforza il sintomo, così che la paura si instaura e si mantiene lungo un equilibrio consolidato.

Generalmente le paure infantili riguardano danni fisici, mentre quelle preadolescenziali riguardano possibili danni psicosociali.

Ad esempio, se il bambino ha imparato ad evitare tutti i luoghi alti perché sono pericolosi avendo provato paura intensa quando, poggiato su di un tavolo o su un seggiolone, si muoveva per esplorare e i genitori avevano una reazione eccessiva di allarme per una eventuale caduta, è possibile che da adulto, salendo su una scala o guardando verso il basso da un ponte sviluppi mancanza di equilibrio e vertigini.

 

 

.:IL GURZO [:181] DELLA BASSA:.

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Considerate che la maggior parte delle fobie hanno origine ancestrale, ovvero sono insite in noi e si manifestano tramite l'istinto in modo tanto radicato da sembrare incontrollabili. Una percentuale bassa, in reatà, nasce da eventi traumatici...

 

A volte è semplice paura, e lì c'è poco da fare. Ma è vero che ci sono decine di casi in cui alla semplice "fifa" (per esempio di cadere, di essere morsi...) si aggiungono delle vere e proprie fobie che portano a somatizzazioni anche piuttosto gravi (fino alla perdita dei sensi...)

 

La paura di cadere per esempio non è imputabile allo stress da seggiolone [:D] (almeno nel 99,9% dei casi) anche se è vero che gli attenggiamenti iperprotettivi del genitore segnano il bambino a volte in modo inaspettato. Semplicemente l'istinto suggerisce (a volte in modo molto violento, con nausea e mancanza di equilibrio) che esporsi ad eventuali cadute da una certa altezza è cosa da evitare assolutamente...

 

La stessa cosa vale per altre programmazioni ancenstrali. State lontani dai predatori (anche non diretti, tipo i ragni e i serpenti) perchè hanno notevoli strumenti di difesa.... via dai topi che di solito vivono in situazioni malsane in cui l'uomo non dovrebbe stare, fino alla vecchia paura del buio che deriva dal fatto che l'animale con ridotte capacità visive sa di essere una fin troppo facile preda... Lo stesso nascondersi sotto le coperte dei bambini che hanno paura della notte, è un tipico atteggiamento in cui si esplicità la necessità di "cercare un riparo" in una situazione in cui si è svantaggiati. Riparo che è obiettivamente inutile (una coperta!?) ma sufficiente a tacitare la voce dell'istinto.

 

matteo

 

Oggi è entrato in ufficio un grosso calabrone. Il cagnolino di otto mesi di una mia collega dormiva sulla sedia. Appena sentito il ronzio, ha cominciato a guaire atterrito. Senza aver mai visto un calabrone l'istinto ha messo in allarme il piccolo cane che se l'è fatta letteralmente addosso...[xx(]

 

 

 

º°`°º¤ø,¸¸,ø¤º°`°º¤ø,¸¸,ø¤º°`°

ARACNOFILIA.ORG -amministratore

º°`°º¤ø,¸¸,ø¤º°`°º¤ø,¸¸,ø¤º°`°

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pienamente daccordo con l'ultimo intervento di teo.

 

per i resto: viviana mi sento di oncoraggiarti: ho un fratello che fino a qualche anno fa era aracnofobo a livelli inenarrabili (del tipo che non dormiva in stanza se sapeva che girava un ragnetto, e se avvicinato da un qualsiasi cosa di forma ragnosa perdeva completamente il controllo, saltava, si dibatteva... uno show da tarantolato insomma). ora dopo un avvicinamento graduale a queste creature si avvicina senza problemi. magari gli scappa un 'che schifo' ma non è più terrorizzato.

 

ho inoltre un'amica che dopo aver visto un cucciolo di migale è passata dalla fifa/disgusto a un intenerimento da cartone a nimato e tutte le volte che ci sentiamo si informa sulla salute del ragnetto.

 

insomma: avvicinarti alla tua paura vedrai che ti aiuterà a sconfiggerla. vedrai che sono creature innocue e per nulla mostruose. soltanto un pochino aliene e sicuramente affascinanti.

 

sì sono contusioni da pugno. e sì la cosa mi va benissimo. sono illuminato.

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Guest AlLe

Quella che hai tu Viviana è la solita paura dell'ignoto. Ogni uomo ha paura di quello che non conosce, perchè il cervello appunto corre ai ripari non sapendolo identificare come innocuo o pericoloso.

In questo forum credo ti si presenti un'occasione unica per ampliare le tue conoscenze in questo campo: man mano comincerai a non giudicare una specie per la sua bellezza fisica, ma ad apprezzerla per cose più sottili, come fine di un lungo processo di evoluzione, come figlia perfetta di madre natura.

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DA UN ARTICOLO TROVATO IN RETE:

 

L’aracnofobia, e più in generale l’entomofobia (paura degli insetti), sono indicate dal manuale per la classificazione dei disturbi psichiatrici (DMS-IV) come fobie specifiche del gruppo dei disturbi d’ansia, che generano attacchi di panico incontrollabili.

 

Chi ne soffre si rende conto che la propria paura è eccessiva e ingiustificata, ma non riesce a gestirla, e questo provoca un disagio ancora maggiore.

Resta solo una soluzione: evitare le possibili occasioni di brutti incontri.

Questa reazione, chiamata dagli psicologi evitamento attivo, alla lunga influisce sulla vita quotidiana, trasformando per esempio un pic-nic o una vacanza in campeggio in una specie di film dell’orrore.

 

Avete mai notato che chi ha paura degli insetti è anche sempre il primo a vederli o sentirli?

Questo perché, in condizioni di pericolo, i sensi sono allertati da una forma d’ansia detta ansia anticipatoria: si tratta della paura dell’attacco di panico stesso.

 

In altre parole, la paura principale è quella di perdere il controllo di sé, che potrebbe essere estesa alla paura della perdita in generale, probabilmente legata a situazioni traumatiche infantili.

 

Si tratta insomma di una vera patologia, da non confondere con il semplice ribrezzo che molti provano di fronte agli insetti.

A fare la differenza sono i sintomi: tremori, sudorazione, tachicardia, nausea, difficoltà respiratorie e vertigini.

 

Se vi ritrovate in questa descrizione, non disperate: esistono delle cure.

A livello psicologico, la principale strategia terapeutica , di tipo cognitivo-comportamentale, si chiama desensibilizzazione e consiste nel confrontarsi con la propria paura.

Si comincia con una serie di foto, per poi passare in modo molto graduale all’oggetto reale, il temuto insetto: poco a poco le reazioni di allarme diventeranno più contenute e più controllabili.

È importante che questo avvenga sotto il controllo di un professionista (credo si possa fare anche da soli...nota del "postatore" cioè io), che sappia quando è il momento di fermarsi.

In questo modo quasi tutti i pazienti guariscono e non presentano ricadute.id="blue">

 

Ho trovato l'articolo molto interessante soprattutto per quanto riguarda la "cura"...quindi Vivia secondo me dovresi iniziare a cercare in rete foto quanto più dettagliate possibili riguardo aracnidi e insetti in generale...ciao, Andrea

 

Andrea

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