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INTERAZIONE CON GLI ARACNIDI


EegaBeeva

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Buongiorno a tutti!

 

Prima di tutto, doverosi complimenti a questo sito e a questo forum, i cui partecipanti dimostrano una serietà e una partecipazione che mi ha lasciato stupita e affascinata.

 

Sono la persona che sta superando il morso di Malmignatta, avvenuto accidentalmente una settimana fa e, grazie ai consigli e agli incoraggiamenti di alcuni di voi (ai quali va la mia sperticata gratitudine), ho potuto conoscere il mio piccolo assalitore. Che continuerà a vivere indistrubato nel mio giardino, perché non verrà sfrattato, nonostante adesso io sia consapevole della sua pericolosità.

 

Ed eccomi al punto.

In questa settimana, interessandomi ai vostri post e alle vostre risposte (un mondo per me del tutto sconosciuto), ho percepito grande amore e grande passione per gli aracnidi che allevate e curate. Tuttavia, questi animali, mi pare di avere capito, hanno più o meno tutti un alto grado di pericolosità: difficilmente maneggiabili, vivono in cattività, ma... che tipo di interazione possono avere con il loro amico umano? E il loro amico umano che tipo di interazione può avere con loro, se non quello di procurargli cibo e una tana confortevole?

 

Capisco che anche i pesci in un acquario o un rettile in un terrario possano far suscitare le medesime domande, ma mi interessava capire COSA può suscitare un amore (poiché di amore si tratta, in molti di voi) in una creatura potenzialmente pericolosa.

 

Vivo (felice) con sette felini, i cui artigli e i cui incisivi potrebbero procurare ferite anche serie però, scusate la provocazione, pur avendo manipolato in passato mammiferi tutt'altro che pacifici (sono sempre in regola con l'antitetanica), la ferita più grave che una femmina selvatica mi ha provocato (assai malmessa) è stato un morso chiuso con due punti di sutura.

 

Il morso della Malmignatta mi sta procurando invece disagi da una settimana (specie nelle ore serali), perciò mi sento di dire che nei confronti di questi insetti io nutra rispetto, ma non simpatia. Non orrore o fobia, ma non riesco in alcun modo a interagire con loro, se non concedendo loro una... prudente distanza. Chiamare questo atteggiamento interazione è improprio.

 

Quali sono le vostre sensazioni?

Vi affascina la pericolosità dell'animale?

Da cosa capite che il vostro pet vi riconosce e vi è affezionato?

 

Un'altra domanda:

vagabondando da una stanza all'altra, mi sono imbattuta in un post, nel quale uno di voi afferma che il proprio amico tenta in tutti modi la fuga. Gli aracnidi non hanno una storia di addomesticamento, come alcuni mammiferi... perciò, mi domando, tenere questi esemplari in cattività non è forzare con violenza una natura che si esprimerebbe in altro modo, lasciata libera?

 

Scusate questa intromissione non esattamente da aracnofila, ma sono stata incidentalmente "iniziata" e vorrei capire qualcosa di più sugli amici umani (badate, NON padroni) di queste affascinanti e misteriose creature.

 

Ringrazio chiunque abbia tempo e voglia di rispondermi.

Con simpatia :-)

 

 

EegaBeeva

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Cara EegaBeeva,

il primo passo per comprendere l'amore (hai visto bene, di amore si tratta) che noi proviamo verso questi animali è riuscire a comprendere che questi NON sono animali da compagnia ANCHE ai nostri occhi è così. Non è per ricevere affetto o addomesticare o interagire fisicamente con questi animali che li alleviamo; queste cose si fanno con i mammiferi e nessuno di noi pretende di intravedere anche solo un cenno di gratitudine dai nostri beniamini: non ne sono in grado.

Non mi sento di generalizzare quindi se cerchi sul forum troverai molti interventi che spiegano in particolare il perchè molti di noi hanno a casa uno o più aracnidi.

Di sicuro non è per il fascino del pericolo perchè questo sarebbe proprio il modo più sbagliato per approcciarsi a questi animali, la realtà è che sono incredibilmente affascinanti ed è possibile, a differenza di molti altri esseri viventi, osservarli in cattività senza nuocergli.

Questa ultima affermazione introduce un'altra risposta: i ragni non sono come gli altri animali, non soffrono in cattività (purchè ben stabulati) innanzitutto perchè sono animali primitivi e con pochissima cognizione di se e del mondo; secondo perchè sono tendenzialmente statici ed in natura si muovono alla ricerca di un altro alloggio unicamente perchè quello attuale non è più confortevole o è stato distrutto, altrimenti non si sposterebbero e questo significa che nelle nostre teche non soffrono la reclusione; terzo perchè usando come tecnica di caccia l'attesa, non sfruttano un grosso territorio per attuare le loro battute quindi non soffrono in cattività: se fossero in natura non necessiterebbero comunque di uno spazio maggiore di quello che gli forniamo.

 

Chiarisco inoltre il concetto che tu sei stata presumibilmente morsa da un ragno che tra gli aracnidi appartiene ai più velenosi. Le migali (comunemente ed impropriamente chiamate tarantole) non lo sono altrettanto. Le specie sud americane hanno un morso dall'effetto molto simile alla puntura di un calabrone mentre le specie africane ed asiatiche sono indubbiamente più velenose, ma di sicuro non quanto un appartenente al genere Latrodectus. Tra l'altro un po' di buon senso e la giusta dose di prudenza bastano a non incontrare mai i cheliceri (denti) dei propri ragni.

 

Concludendo, non è difficile capire perchè ci piacciono così tanto, si tratta solo di individuare la giusta ottica di analisi.

Ti ringrazio per i complimenti e permettimi di rivolgerteli a mia volta perchè dimostri di essere una persona aperta, intelligente, acuta e molto disponibile verso le bellezze di madre natura e questo è sempre bello in una persona.

Ciao

 

___________

Dany f2.gif

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Ciao,provo a risponderti,ma premetto che come con ogni altro animale ognuno vive la propria esperienza in modo personale,quindi sarà probabile che tu ottenga opinioni e pensieri molto diversi tra loro...

Certo un'aracnide non si affezionerà mai al proprio allevatore,niente "feste" o cose simili,nè tantomeno lo riconoscerà per un "essere" che si prende cura di lui...

I miei ragni riconoscono le prede(quelle sì!)e le eventuali situazioni di pericolo,ma non possedendo una memoria non vanno oltre a quello che suggerisce loro il proprio istinto...

Decidere di ospitarne qualcuno deriva certamente dalla passione per questi fantastici(ed un po' magici)animali,non dal fascino della pericolosità,almeno a livello personale non lo faccio per "l'adrenalina" di maneggiare qualcosa di velenoso,anche perchè io più che coraggio lo considero incoscenza...

Oltre poi a conoscere le abitudini di questi animali mi si è aperto tutto un mondo del quale non avrei mai sospettato l'esistenza,fatto di ricerche,quotidiane piccole scoperte e perchè no,anche della brava gente che frequenta questi spazi...

Scusa ma il tempo è tiranno....ciao,Luka.

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Condivido le vostre risposte. E, per buona parte, capisco molto bene il fascino che possa emanare lo studio e l'osservazione di una creatura "magica" (condivido anche l'attributo) da vicino.

Posso dire che è il medesimo che provo, quando un insetto sosta su di me (e posso quindi guardarlo bene, in primissimo piano) o quando, nelle mie piccole e dilettantesche escursioni in giardino, mi imbatto in qualche nuovo ospite mai incontrato prima.

 

Siete stati illuminanti. Non aspettarsi alcunché dalla creatura ospitata, allevata e curata dimostra un alto grado di generosità e di civiltà. Doti che ammiro nelle persone.

 

Il vostro mondo mi affascina, è innegabile. I vostri amici con quattro zampe per parte (bellissima definizione) restano degli alieni per me. Che, però, difendo. Ieri, qualcuno nella redazione in cui lavoro, mi parlava dell'alto grado di schifosità e di crudeltà con i quali si nutrono i ragni. Accompagnando il tutto con una mimica facciale molto eloquente. Pur ignorando del tutto la materia, mi sono sentita di rispondere che "proprio quello" è il sistema di alimentazione dato in dotazione a queste creature che, comunque, così si sono evolute (non lo trovo tuttavia tanto più raccaricciante di certi sistemi di allevamento praticati dagli uomini...). La risposta sarà stata banale e fuori tema e a ignoranza si sarà aggiunta ignoranza, ma di certo non colpevolizzo i ragni per come si nutrono.

 

Grazie.

 

 

 

EegaBeeva

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Ciao, vorrei anch' io dire la mio opinione su alcune delle inressanti domande che hai posto.

Sul fatto del veleno e dell' amore del pericolo, posso dirti che non sono stati questi i sentimenti che mi hanno spinto ad allevare migali.

Io non mi sogneri mai di maneggiare uno dei miei ragni, scelti fra i più semplici da allevare perchè ho poca esperienza (e perchè, detto fra noi,ho un po' timore di quelli la cui potenza del veleno è accertata), e per le operazioni quotidiane di pulizia del terrario o simile utilizzo sempre pinzette lunghe e prendo tutte le precuazioni necessarie.

Il motivo per cui ho deciso di "adottare " i miei ragnetti è la loro straordinaria diversità dalla maggior parte degli animali domestici con cui siamo soliti avere a che fare.

Sono animali primitivi ma incredibilmente affascinanti e interessanti e credo che la muta della mia A. seemanni a cui ho assistito alcuni giorni fa sia un vero e proprio prodigio della natura (meglio di un documentario del National Geographic in diretta).

Per quanto riguarda la vita in cattività oltre alle considerazioni di Krys sulle esigenze di spazio (se un ragno cerca di scappare dalla sua teca, dove magari ha scavato la tana, è soltanto perchè le condizioni ambientali della suddetta sono sfavorevoli), vorrei dirti che sono contrario in linea di principio alla cattura e allevamento di animali prelevati in natura (stanno sempre meglio, anche se non può sembrare, dove sono).

Però la maggior parte dei ragni che alleviamo, sono stati riprodotti in cattività e messi in commercio.

Per animali di questo genere quindi la cosa migliore è finire in nelle mani di gente che conosca e sappia soddisfare al meglio le loro esigenze, cioè appassionati come ci sono su questo forum, anzichè in quelle di persone che li considerano un balocco momentaneo.

Comunque complimenti per il tuo atteggiamento aperto e propositivo (mi hai veramente stupito, io non so se dopo un' esperienza come la tua avrei lasciato impunito il ragnetto!!![:)]).

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Quanti complimenti! [:I]

Su, basta, okay così, discuto con voi "but I'm not fishing for compliments"[:I].

 

Sicuramente, sarete a conoscenza della perplessità che suscitate nella gente. Può essere un luogo comune il fatto che passiate per pazzi e dissennati; per parte mia vi osservo (e vi leggo) con un misto di ammirazione e di diffidenza.

Ma nutro nei vostri confronti grande simpatia e condivisione (come la nutro nei riguardi di chi, come me e come tanti, è un "vero" amante degli animali, rispettoso della diversità, anche della più remota, come può essere quella degli aracnidi in genere).

 

I ragni li rispetto, come rispetto qualsiasi altra creatura che occupa spazio, foss'anche infinitesimo. Non mi piace l'idea di disfarmi della vita di qualcuno o di qualcosa, non per via di qualche sentimentalismo ("non fare agli altri ciò che non vorresti fosse fatto a te"... "poverino! guarda che caruccio!"...) ma perché non mi sento (NON SONO) all'altezza di giudicare ciò che non può o può vivere. Già disfarmi delle zanzare in estate mi infastidisce, al punto che non me ne disfo, facendo immersioni nell'Autan. Né può far leva qualche metro in più di materia grigia... anzi, il contrario: proprio il fatto di possedere un più elevato livello di coscienza e di consapevolezza (come si auspica abbiano gli uomini) dovrebbe indurre a una maggiore riflessione sulla vita e le esigenze di vita del "diverso da te".

Con questo, credo di avere risposto a un amico che, un po' più su, dubitava di sé se si fosse trovato nella mia situazione, coprendomi anche lui di complimenti (secondo me, anche lui si comporterebbe come me, lasciando libera la Malmignatta di nidificare dove più le piace, in un giardino "domestico", ma ho apprezzato l'indecisione, perché è stata la mia medesima, i primi giorni... sincerità per sincerità).

 

Torniamo ai ragni.

Naturalmente, adesso, vi chiedo un consiglio: avendo a portata di mano una discreta quantità di ragni locali (più l'ultimo emigrato da Volterra), quale testo mi suggerite di facile consultazione, per aiutarmi a identificare i ragni che bazzicano dentro e fuori casa mia? Consigliandomi qualcosa di davvero utile, farete una duplice buona azione: diminuirete la mia ignoranza ed eviterete che ai "miei" ragni vengano appioppati nomi assurdi e ridicoli (come Filippo e Pinturicchio).

 

Grazie infinite. Buon pomeriggio.

 

 

EegaBeeva

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Intanto spero tu stia meglio....poi per il libro mi sento di consigliarti "Guide des Araignèes et des opilions d'Europe" di Dick Jones, edito da Delachaux et Niestlè.

Ha il "difetto" di essere in francese, ma in italiano libri accurati o semplicemente buoni non ce n'è...

Questo ti fa capire anche che i ragni (e i ragni locali soprattutto) sono oggetto di studio, ricerca , programmi ai quali Aracnofilia vuole partecipare..(anche per fare si che chi si trovasse nelle tue condizioni, morsa da un ragno pericoloso, venga trattata bene ANCHE dal punto di vista medico...

Ciao!!

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Grazie per il titolo del testo, che vedo di procurarmi da una libreria internazionale. Intuivo una scarsa documentabilità cartacea... mi auguro che possiate presto varare (voi di Aracnofilia e qualche editore illuminato) uno o più testi-guida per gli ignoranti-volonterosi come la sottoscritta.

 

Davvero, auguri di cuore :-)

 

Bollettino medico: chiazza color sabbia, ancora un po' dura e dolente (anche se non la tasto), ma il fastidio è circoscritto all'area della macchia. In serata, febbrina e debolezza (roba irrilevante, rispetto a lunedì e martedì). Piede e gamba quasi asciutti. Gli altri sintomi sono spariti tutti, compresi la sensazione di allucinazione e il mal di testa. Mi è stato consigliato di proseguire la terapia almeno fino a domenica (sarebbero 9 giorni dal morso). Che ne pensi, Ilic? Grazie e ciao.

 

EegaBeeva

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Bene...Sei arrivata alla fine del tunnell...continua fino a Domenica con il deltacortene 5+5, poi lunedì e martedì fai lo "scalo" del cortisone prendendo una sola compressa da 5 dopo il pasto di mezzogiorno.

Sospendere il cortisone di colpo dopo 9 giorni, può darti disturbi da "rimbalzo", tipo astenia , che dopo tutta questa trafila è meglio evitare...

Ciao!

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Maschi e femmine di ragno mordono alla stesso modo, indifferentemente? Ovvero, all'interno dello stesso genus, può essere che la femmina sia più mordace rispetto al maschio (nei felini è più mordace la femmina, perché caccia, perché è colei che alleva... era solo un esempio... so che non c'entrano...).

 

Mi sono documentata (GRAZIE A VOI) e ho scoperto che il maschio di Malmignatta è tre volte più piccolo rispetto alla femmina (che misura un centimetro).

Perché il maschio è tre volte più piccolo?

E' inferiore di tre volte anche la sua potenza tossica?

Di cosa si nutre la Latrodectus? Grilli e locuste non mi paiono alla sua portata...

Il fatto che la sua livrea sia nera a pallini rossi dipende da una esigenza di mimetismo ambientale o dal fatto che possa essere (banalmente) confusa con insetti meno nocivi?

 

Ragni di specie diverse convivono fra loro, in quanto la territorialità di ognuno (Krystal docet) è assai limitata e circoscritta alla loro tela?

I ragni si cannibalizzano come taluni pesci e alcuni mammiferi?

 

Grazie. Temo di avervi sfinito.

Rimandatemi pure a qualche sito. Obbedirò.

Buon fine settimana.

 

 

 

 

 

EegaBeeva

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In gran parte del mondo animale è la femmina a comandare...

una parte appunto è quella dei ragni.

I maschi sono in genere molto meno longevi,più piccoli e esili.

Il perchè? non so! probabilmente una scelta biologica (operata da chi?mistero!), a questo non so rispondere!

per rispondere alla prima domanda, cioè il motivo secondo il quale noi amiamo questi animali, dico che degli aracnidi io amo soprattutto la diversità, la differenza colossale che si interpone tra noi (o qualsivoglia mammifero) e loro.

Il loro modo di muoversi, di cacciare, di accrescersi, di riprodursi, secondo me sono interessantissimi!

 

Sono davvero contentissimo che ci siano delle persone come lei che, pur non "amando-ammirando" i ragni portino rispetto nei loro confronti, complimenti!

questo è il modo più corretto secondo me per lasciarsi affascinare dalle meraviglie della natura!

 

A presto!

 

Simone

 

p.s.:dimenticavo, i casi di convivenza (ad eccezione di quel breve lasso di tempo per la riproduzione) tra due o più esemplari sono rari, mi pare che ci fisse una sepcie (della quale adesso non ricordo il nome...) che fa delle enormi tele "comunitarie".Altro lato affascinante dei ragni, sono animali solitari!

 

 

How does it feel to be locked inside another dream that never had a chance to be realized?

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veniamo a qualche risposta.....

Fra i ragni la femmina è quasi sempre più grande del maschio e ha un ciclo vitale più lungo.

In alcune specie il dimorfismo sessuale è ancora più spiccato che nel genere Latrodectus....Se mi chiedi perchè , sinceramente mi metti in crisi...perchè la giraffa ha il collo lungo? A parte Lamarck e qualche amenità che ognuno di noi può pensare, è difficile dare risposte serie.

Di certo c'è che il dimorfismo sessuale con prevalenza femminile è molto diffuso fra gli artropodi, e pur non essendo una regola, la produzione di centinaia di uova un pò di peso può averlo.

I ragni sono pressocchè tutti cannibali sia verso le altre specie sia verso la propria specie.

Tenere assieme più ragni vuole dire creargli lo spazio sufficiente perchè non si incontrino, altrimenti.....

Il maschio di Latrodectus è molto meno velenoso della femmina , in rapporto alle dimensioni.

Un grillo o una cavalletta sono perfettamente alla portata di una femmina di Latrodectus,...pensa per un piccolo insetto l'effetto che può avere il veleno....poi la seta fa il resto.Ciaoo!

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Riguardo la colorazione, è un esempio di colorazione di avvertimento.

Il rosso, come il giallo, in natura ha un significato preciso di avvertimento per i potenziali predatori...dice sono tossico, oppure sono velenoso..non toccatemi o ne patirete le conseguenze.

Naturalmente in natura non c'è il vincente assoluto, e tutti hanno una falla nel loro sistema di diifesa-offesa, altrimenti....

Però limita molti potenziali predatori nelle loro "voglie".

Ciao...

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Grilli e locuste non ti paiono alla sua portata? Allora guarda questo filmato in cui una steatoda paykulliana (di aspetto e grandezza simili alla Latrodectus) intela abilmente una grossa cavalletta scalciante: http://members.xoom.it/ragnonero01/ferita00.mpg

 

Il filmato è preso dal sito (http://digilander.libero.it/luciuspz)di uno dei frequentatori del forum.

 

Riguardo alla livrea vistosa della Latrodectus tredecimguttatus, forse può essere un "meccanismo di comunicazione" simile a quello di altri insetti come ad esempio le vespe, i cui vivaci colori vorrebbero essere un tentativo di comunicare l'"inappetibilità" o la velenosità dell'insetto in questione e scoraggiare eventuali predatori. Difatti esiste una famiglia di insetti volanti senza pungiglione, i sirfidi, che "imita" i colori delle vespe proprio a questo scopo e riesce ad essere meno predata di altri insetti simili dalla colorazione uniforme, come ad esempio le mosche. Non tutti i predatori tuttavia si fanno scoraggiare da queste informazioni cromatiche... le mie mantidi ad esempio sono ghiotte di vespe e le predano esattamente come le mosche.

 

ciò che ci manca è una Nomadologia, il contrario della Storia... best109.gif

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