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A cosa serve il petiolo lungo e sottile degli Sceliphron, imenotteri cacciatori di ragni?


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Gli imenotteri Sphecidae del genere Sceliphron sono cacciatori di ragni. Ne catturano un buon numero e li immagazzinano in una cella di fango secco fino a riempirla, ci depongono sopra un uovo e la chiudono col fango. La larva mangia rapidamente uno dopo l’altro i ragni paralizzati, poi costruisce un bozzolo di seta e fa la metamorfosi e esce rosicchiando il fango secco.

I nidi fatti dalle varie specie sono un po’ diversi. La specie autoctona più comune, Sceliphron spirifex, costruisce celle tubolari affiancate, e qualcosa di simile fa l’alloctono Sceliphron caementarium di origine americana.

Sceliphron curvatum, invece, alloctono di origine asiatica, costruisce vasi singoli come gli Eumenes, ma di forma allungata.

Una caratteristica che salta all’occhio è il petiolo lungo e sottile che congiunge l’addome di queste “vespe” con il torace, e su questo si sono scatenate le ipotesi, un po’ come sulla funzione dello “stabilimentum” dell’Argiope.

Serve a bilanciare il corpo durante il volo o al momento del decollo quando trasporta verso il nido la pallina di fango tra le mandibole e le zampe anteriori? Oppure quando trasporta in volo il ragno paralizzato?

Serve a combattere meglio con il ragno tenendolo a distanza dal corpo per ridurre il rischio di essere morso? Serve a raggiungere il ragno dentro il suo eventuale rifugio?

E non ci sono solo queste ipotesi, naturalmente ….

Quello che ho osservato io è quanto segue.

Sceliphron curvatum preda prevalentemente ragni erranti, come Salticidae, Philodromidae, Thomisidae … , mentre Sceliphron spirifex preda prevalentemente Araneidae ed è abile nello strapparli via dalla tela senza rimanere invischiato.

Ma c’è un terzo incomodo: gli Sphecidae del genere Chalybion, che non hanno il petiolo lungo e sottile e hanno l’aspetto di un piccolo Sphex. Gli Sphex sono  cacciatori di cavallette e le trasportano per lo più a piedi verso una tana nel terreno, quindi comportamenti molto diversi.

I Chalybion (nella mia foto Chalybion femoratum)  si comportano esattamente come gli Sceliphron spirifex e Sceliphron caementarium, nel senso che costruiscono grandi nidi di fango con celle affiancate, e predano ragni vari.

La mia conclusione è che, quando ci chiediamo il perché di certe particolarità morfologiche o comportamentali degli artropodi, spesso facciamo ragionamenti puramente teorici che, probabilmente, non hanno niente a che vedere con il meccanismo concreto effettivo che ha determinato il successo riproduttivo di quella caratteristica (che è un meccanismo puramente statistico/matematico). Non è da escludere che quella caratteristica (nel nostro caso il peduncolo lungo e sottile) sia stata vincente per motivazioni del tutto diverse dalle modalità di caccia, di costruzione del nido e da quant’altro noi ci possiamo ragionevolmente immaginare.

Sceliphron spirifex

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Sceliphron caementarium2019_04_10-14_41_27_499aa.jpg

Sceliphron curvatum2019_04_10-14_41_39_baf13.jpg

Chalybion femoratum2019_04_10-14_42_21_c4b68.jpg

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