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Piccola indagine sullo "stabilimentum" di Argiope bruennichi

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So che wikipedia non è una fonte spesso attendibile, ma fra le altre, vi compare questa ipotesi:

One hypothesis has been put forward that the purpose of the stabilimentum is to attract the male of the species to the web when the female is ready to reproduce. A limited study carried out in the Calahonda area of Spain in the summer of 1992 showed that there was a positive correlation between the presence of a male in the webs of Argiope lobata and the presence of a stabilimentum

Trad. Un'ipotesi che è stata portata avanti, è che lo scopo dello stabilimentum, sia di attrarre il maschio della specie nella tela, quando la femmina è pronta per la riproduzione. Un limitato studio condotto nell'area di Calahonda in spagna, nell'estate del 1992, ha mostrato come ci sia una correlazione positiva fra la presenza di un maschio nelle tele di Argiope lobata, e la presenza dello stabilimentum.

Sfortunatamente di questo studio non vi è alcuna traccia, viene citato in diversi siti ma nulla di più specifico.

Sempre sulla stessa pagina di wikipedia, vi sono ulteriori ipotesi a mio avviso non meno trascurabili, una suggerisce che questa pratica possa servire al ragno per fingersi più grande, e la foto che allego in basso sembrerebbe andare a braccetto con questa conclusione

2019_08_16-20_16_59_853d3.jpg

L'altra è che lo stabilimentum abbia la funzione di riflettere i raggi ultravioletti per attrarre le prede.

Un bell'enigma davvero.

 

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La prima ipotesi contrasta con il fatto che le Argiope immature hanno generalmente uno Stabilimentum più esteso, mentre le adulte a volte non ce l'hanno affatto. 

L'attrazione delle prede mi pare poco significativa, visto che si tratta in prevalenza di ortotteri.

Comunque, se uno non ha osservato a lungo le Argiope in natura può fare tutte le ipotesi che vuole e nessuna gli sembrerà irrealistica.

Resta il fatto che Araneus, Neoscona, Aculepeira e tanti altri generi avrebbero gli stessi vantaggi di Argiope a farlo e non lo fanno.

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Giusto per aggiungere altra carne sul fuoco, qualche giorno fa ho notato un'argiope lobata nella sua tela, con un singolo ma nitido stabilimentum che correva verso il basso. Oggi sono ritornato sul posto, lo stabilimentum si era come afflosciato tanto da non essere più chiaramente distinguibile. Avvicinandomi ho invece notato un simpatico argyrodes che gironzolava nella tela dell'argiope. Non saprei dire se questo ragnetto fosse presente anche l'altra volta, perché era davvero piccolo e difficile da notare.

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Le ragnatele di Argiope necessitano di essere demolite e ricostruite da capo ogni tot giorni (non riparate), in dipendenza da fattori atmosferici (vento e pioggia) e dal numero di prede catturate. L'afflosciamento poteva dipendere da questi fattori. Una dimostrazione che non può essere un rinforzo strutturale.

Quanto agli Argyrodes sono ospiti abituali, che però non sempre si notano. A volte fanno una leggera tela parallela dove si muovono solo loro perché i fili non reggerebbero il peso di un'Argiope.

 

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Ho trovato la voglia di leggere in originale il lavoro di

Herberstein et al., Biol. Rev. (2000) 75, pp. 649-669

che è quello che analizza le varie ipotesi possibili.

Se non ho capito male, le sperimentazioni sono state fatte tutte su altre specie di Argiope e anche su altri generi. Nessuno studio esiste sullo stabilimentum di Argiope bruennichi. Chiaramente, gli effetti di un grande stabilimentum a forma di x fatto da un ragno che vive in aree tropicali non fornisce analogie significative rispetto alla funzione dei modesti stabilimentum a serpentina nostrani.

Nello studio non si specifica come è stata fatta la prova di impatto con gli uccelli in volo. Se non ho capito male, le prove sono state fatte addirittura con delle tele finte e non con quelle reali.

Se ho capito bene, alcune di queste rilevazioni non le hanno fatte direttamente gli autori di questa ricerca, ma hanno preso i dati da pubblicazioni precedenti, che io non avevo modo di controllare.

Secondo me una rilevazione statistica seria e significativa della diversa probabilità di impatto con gli uccelli in volo si poteva avere solo in queste condizioni:

  • usare tele vere di femmine di  Argiope bruennichi adulte e non simulacri vari
  • posizionare queste tele ad una distanza da terra compresa tra 50 cm e 100 cm, massimo 150 cm come nella realtà
  • Posizionarle in un ambiente erboso o comunque con vegetazione fitta, addossate alla vegetazione e non negli spazi vuoti tra un cespuglio e un altro
  • effettuare le rilevazioni con la femmina di Argiope presente al centro della tela, visto che staziona quasi ininterrottamente lì
  • specificare quali specie di uccelli erano state impiegate
  • specificare come si era riusciti a indurre gli uccelli a passare dove si trovava la ragnatela
  • specificare se, in caso di rottura della ragnatela, l'uccello predava il ragno o no
  • specificare se la ragnatela veniva bucata al centro o asportata completamente
  • specificare se, in caso di rottura, la tela restava attaccata al corpo dell'uccello e questo mostrava segni di fastidio

Da quello che ho trovato - ma non è certo il mio forte trovare le pubblicazioni giuste - non esiste nessuna ricerca significativa sullo stabilientum di Argiope bruennichi. Ritengo quindi che le ipotesi che si sentono ripetere in giro, e che purtroppo vengono proposte come verità e non come ipotesi, siano infondate. 

La funzione dello stabilimentum, o meglio dei vari tipi di stabilimentum (almeno 5) che si possono trovare nelle tele di Argiope bruennichi in funzione della zona e dell'età, quindi, è ancora un mistero.

 

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