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elleelle

Piccola indagine sullo "stabilimentum" di Argiope bruennichi

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Dagli uccelli soprattutto. Penso che siano i maggiori mangiatori di ragni, e hanno un'ottima vista e quindi vanno ingannati col mimetismo.

Dici che i mirmecofili usano mimetismo aggressivo? Non credo, visto che le formiche si regolano quasi esclusivamente con gli odori.

E' vero invece che molti uccelli non amano mangiare formiche, che sono coriacee e maleodoranti,  e quindi ignorano ragni simili a formiche.

 

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10 ore fa, elleelle ha scritto:

Dici che i mirmecofili usano mimetismo aggressivo? Non credo, visto che le formiche si regolano quasi esclusivamente con gli odori.

Luigi qui ti sbagli leggermente :) 

Non esiste solamente il mimetismo visivo, ma anche chimico e se viene usato per predare si può definire aggressivo.

In seconda battuta le formiche non si basano solamente sugli odori per interagire (anche se ovviamente come giustamente dici te è la cosa importante). Per esempio Callilepis nocturna  preda formiche imitando le loro movenze per non farle fuggire e poi soccomberle mordendo la base delle antenne (che si dice essere il punto debole). Questo gnaphosidae non è nemmeno considerato un mirmecofilo visto che non assomiglia per niente alle formiche :)

 

10 ore fa, elleelle ha scritto:

Dagli uccelli soprattutto

Beh questo si ricongiunge con quello che si diceva poi all'inizio... 

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2018_08_17-19_58_47_9e332.jpg

Riporto una foto di Yuri Garbini postata sul gruppo facebook dove si vede che anche Uloborus walkenaerius fa lo stabilimentum.

Dato che gli Uloboridae fanno tele piccole e infrattate nel fitto dei cespugli, l'ipotesi che lo Stabilimentum serva a indicare la presenza della tela agli uccelli mi pare irrealistica e smentita dai fatti. 

L'unica funzione che può accomunare i 3 generi principali costruttori di stabilimentum, Argiope, Cyclosa e Uloborus è la funzione di mimetizzare il ragno.

Forse ho esagerato definendo "cazzate" le ipotesi che serva a segnalare la tela agli uccelli o che attiri gli insetti simulando un infiorescenza, ma credo fortemente che le rilevazioni fatte da certi ricercatori li abbiano portati a conclusioni sbagliate.

Di fatto gli Araneus, i più esposti agli impatti con uccelli in volo e che hanno gli impollinatori tra le prede principali, non fanno stabilimentum, mentre i due generi di piccole dimensioni che ho citato lo fanno.

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Mi viene però spontanea la domanda chi mangia questi ragni e usa la vista per cacciarli? Mammiferi? Tu hai fatto qualche osservazione Luigi in merito? Hai mai visto mammiferi predare ragni? 

 

E' vero anche che esistono uccelli insettivori molto piccoli :)

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Non ho mai fatto osservazioni serie in proposito, ma, ho visto che spesso quando un ragno che stavo osservando sparisce, la ragnatela risulta strappata con un grosso buco in mezzo. E questo fa pensare all'intervento di un uccello. Lucertole e gechi predano i ragni che trovano sul terreno e sugli alberi, ma dubito che arrivino a catturare un'argiope sulla tela. Dovrebbero saltare. Sia gli uccelli che i rettili hanno buona vista e si basano su quella per individuare le prede.

Probabile che ragni grandi come Argiope siano predati anche da volpi e cinghiali. I cinghiali, essendo notturni, forse si basano più sul fiuto che sulla vista. Ho osservato delle Argiope sparite e la loro tela strappata e il segno sulla vegetazione del passaggio di un cinghiale.

Altri predatori importanti sono gli imenotteri Pompilidae e Sphecidae , ma non so su quale senso basino o le loro ricerche, peraltro molto efficaci. Nel loro caso lo Stabilimentum potrebbe avere una funzione controproducente, in quanto caratterizza il genere che loro predano. Loro, comunque, di norma prelevano il ragno senza fare grossi strappi sulla tela.

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Interessante, beh i cinghiali però mi sembrano troppo invasivi come bestie. Nel senso che comunque quando passano non badano troppo a cosa incontrano e/o schiacciano 🙄

 

riusciamo a fare una tabellina con tutte queste osservazioni di stabilimenti localizzate con area?

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Posto una cartina presa da Google Earth e relative coordinate

41° 9'44.55"N

  9°18'52.41"E

 

2019_04_28-08_39_14_1a407.jpg

Ho osservato che le popolazioni non sono le stesse di anno in anno. Spesso le aree con alta densità un anno sono poco popolate l'anno dopo e viceversa altre aree diventano le più dense.

L'area che ho osservato si trova lungo il fiume e i ragni avevano fatto le tele o sulle piante palustri oppure sui cespugli di Inula viscosa e altre piante di  terra che si trovano nella fascia retrostante, ma a non più di una decina di metri dal fiume.

Si trattava di una fascia di vegetazione molto ricca di prede, soprattutto ortotteri, ma anche altri insetti.

Stranamente non c'erano ovisacchi, e questo mi aveva sorpreso. Forse i ragni preferiscono farli su supporti meno fragili e meno soggetti a seccarsi dopo l'estate.

2019_04_28-08_45_15_4aa62.jpg

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Quanto alla mia diffidenza verso alcune ipotesi fatte sullo stabilimentum, mi sono un po' chiarito le idee ultimamente, anche in funzione dello studio su Anagraphis, e ho realizzato che le mie idee sulle pubblicazioni naturalistiche erano sbagliate.

Ho riscontrato un parallelo tra l'attività di revisione che fanno le riviste scientifiche e l'ambiente scientifico in genere e l'attività del CSQ, che è l'ente che rilascia la certificazione di qualità alle aziende, di cui ho avuto esperienza diretta.

Il CSQ non garantisce, con la sua certificazione, che un azienda produca prodotti o servizi di qualità. Sarebbe irrealistico perché la qualità dipende da tante cose e cambia nel tempo.

Il CSQ garantisce solo - ed è l'unica cosa che si può seriamente garantire - che l'azienda sia organizzata internamente (processi operativi, istruzione del personale, gestione della documentazione, procedure di controllo ecc...) per una produzione di qualità.

Analogamente, ritengo che non sia possibile verificare l'esattezza delle conclusioni di una ricerca scientifica perché spesso si tratta di ricerche innovative e nessuno ne sa quanto i ricercatori che le hanno svolte. Per quello che ho capito, i revisori della rivista, le università ecc... non si prendono la briga di valutare le conclusioni, ma solo la correttezza delle metodologie usate e l'attendibilità dei dati ottenuti.

Del resto, pubblicare l'esito di una ricerca non ha la funzione di assegnare una sorta di brevetto a chi l'ha condotta, anche se implicitamente comporta un riconoscimento. Mi pare di capire che la funzione delle pubblicazioni scientifiche è piuttosto di mettere a disposizione di tutti i dati prodotti, che poi potranno essere usati da altri studiosi, al limite giungendo a conclusioni opposte rispetto ai primi.

Quindi, io non metto in dubbio la correttezza metodologica e strumentale degli studi fatti sule Argiope, che giustamente saranno stati verificati e certificati opportunamente prima della pubblicazione.

Metto in dubbio le conclusioni, che a volte non mi convincono, nel senso che io, analizzando quei dati e confrontandoli con le mie osservazioni, non li nego, ma ne traggo conclusioni diverse..  

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Il 18/8/2018 at 18:41, Gaborri ha scritto:

Interessante, beh i cinghiali però mi sembrano troppo invasivi come bestie. Nel senso che comunque quando passano non badano troppo a cosa incontrano e/o schiacciano 🙄

 

Le mi esperienze sui cinghiali, che sono molto numerosi in quel'area, mi portano a considerazioni un po' diverse.

Quando un cinghiale va in cerca di cibo la notte procede piuttosto lentamente con i sensi acutizzati al massimo, pronto a rilevare la presenza di qualsiasi animale, anche piccolo, nelle vicinanze. Infatti, i cinghiali preferiscono mangiare la carne piuttosto che i vegetali,  e nessun artropodo è troppo piccolo per essere trascurato. 

Ho osservato più di una volta che un'Argiope era stata predata al mattino dopo che il giorno prima io avevo spianato la vegetazione circostante per fare la foto, dando così la possibilità ad un animale di grosse dimensioni (uccello o cinghiale) di avvicinarsi e scoprirla. 

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ABSTRACTA number of taxonomically diverse species of araneoid spiders adorn their orb-webs with conspicuous silk structures, called decorations or stabilimenta. The function of these decorations remains controversial and several explanations have been suggested. These include: 
(1) stabilising and strengthening the web;
(2) hiding and concealing the spider from predators;
(3) preventing web damage by larger animals, such as birds;
(4) increasing foraging success;
(5) providing a sunshield.
Additionally, they may have no specific function and are a consequence of stress or silk regulation. This review evaluates the strength of these explanations based on the evidence. The foraging function has received most supporting evidence, derived from both correlative field studies and experimental manipulations. This contrasts with the evidence provided for other functional explanations, which have not been tested as extensively. A phylogenetic analysis of the different decoration patterns suggests that the different types of decorations are as evolutionary labile as the decorations themselves: the analysis shows little homology and numerous convergences and independent gains. Therefore, it is possible that different types of decorations have different functions, and this can only be resolved by improved species phylogenies, and a combination of experimental and ultimately comparative analyses.
 
****************************************************************************************************
 
Per quanto riguarda le ipotesi fatte in questo studio (che non me la sento di analizzare completamente, vista la mia scarsa padronanza dell'inglese scientifico),  posso dare un parere di massima in base alla mie esperienze.
 
(1)stabilising and strengthening the web;
Questa ipotesi mi sento di poterla escludere ragionando semplicemente da ingegnere prima che da naturalista.
La struttura dello stabilimentum è fatta a filiere separate, ed è costituita da decine o centinaia di fili sottili mantenuti separati, come quando il ragno avvolge la preda. Viceversa, i fili portanti di tutti i costruttori di tele orbicolari sono prodotti a filiere unite, in modo da produrre un unico filo spesso. I fili tipo stabilimentum non sono adatti per fornire resistenza meccanica (al pari di una corda strefolata), ma, anzi, aumentano la resistenza della tela al vento aumentando il rischio che il vento forte la strappi. Anche la disposizione dei fili dello stabilimentum non risponde a nessuna delle linee di forza che tendono a rompere la ragnatela. Da osservatore naturalista mi chiedo perché l'Argiope userebbe questa ipotetica tecnica di rinforzo e gli Araneus , le cui tele sono almeno altrettanto esposte al rischio di rottura, non la usano.  
 
(2) hiding and concealing the spider from predators;
Questa ipotesi è compatibile e mi sembra una delle più probabili, ammesso che esista una qualche funzione. Anche Cyclosa e Uloborus verosimilmente usano i loro stabilimentum per mimetizzarsi. Perché, invece, gli Araneus non la usano? In effetti, questo mimetismo funziona bene quando dietro la tela c'è una siepe o comunque una pianta, perché confonde la tela e il ragno con lo sfondo. Nel caso di una rete che si staglia contro il cielo, invece, come capita spesso per gli Araneus, potrebbe rendere la rete più visibile invece di mimetizzarla.
 
(3) preventing web damage by larger animals, such as birds;
Questa ipotesi non mi convince. I grossi animali, o non si preoccupano di strappare una ragnatela, oppure la cercano apposta per predare il ragno. Se la ricerca ha dimostrato che lo stabilimentum riduce la probabilità di strappo, penso che il motivo sia riconducibile al caso (2), cioè che i grossi animali non abbiano visto il ragno e quindi non abbiano rotto la tela per predarlo. Peraltro, è da osservare che Argiope bruennichi staziona ininterrottamente sulla sua ragnatela, per cui ciò che evidenzia meglio la presenza della ragnatela è la sagoma opaca del ragno stesso.
 
(4) increasing foraging success;
Non mi sento di escluderlo, anche se Argiope bruennichi cattura soprattutto cavallette, e solo sporadicamente insetti impollinatori, per cui il fatto che lo stabilimentum possa simulare, da lontano, la corolla di un fiore, non dovrebbe produrre un incremento significativo di prede catturate. Peraltro, Argiope lobata, che preda con maggior frequenza gli impollinatori, raramente fa lo stabilimentum.
 
(5) providing a sunshield.
Questa ipotesi mi fa sorridere, sia perché la ragnatela è praticamente trasparente ai raggi solari, sia perché, nelle mie osservazioni, mi pare di ricordare una maggior presenza di stabilimentum nelle tele all'ombra. Del resto, se servisse a riparare il ragno dal sole, non si capisce perché il ragno si posiziona fuori dello stabilimentum anziché sotto.
 
consequence of stress or silk regulation
Questa ipotesi non la escluderei del tutto, anche se mi pare strano. Comunque sarebbe coerente col fatto che le Argiope della mia rilevazione avevano realizzato, in molti casi, degli stabilimentum appena accennati. Mi fa pensare - chiedo scusa per l'irriverenza - al carrozziere che spruzza la vernice contro il muro per liberare l'ugello dello spruzzatore dai residui di vernice. Anche in questo caso resta la domanda sul perché lo fanno le Argiope e non gli Araneus.
 
In conclusione, a parte l'ipotesi di un comportamento relitto, il che sarebbe coerente col fatto che le Argiope tropicali fanno uno stabilimentum molto più vistoso e strutturato delle nostre, l'ipotesi che vedo più compatibile con le mie osservazioni è quella del mimetismo (2). Un mimetismo che si esplicherebbe in due modi:
  1. riducendo la probabilità che i predatori (uccelli) notino il ragno;
  2. aumentando la probabilità che, se lo notano e decidono di predarlo, sbaglino la mira, perché la sagoma del ragno è resa meno definita grazie alla presenza dello stabilimentum
 

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In linea di massima anch'io trovo più probabile l'ipotesi 2. Ma se penso che nella cella della vespa vasaio ci ho trovato diverse  Cyclosa, temo che anche questa ipotesi vacilli un po'. E Cyclosa è il genere con capacità mimetiche di gran lunga maggiori rispetto ad Argiope. Naturalmente non faccio riferimento allo stabilimentum serico ma a quel mondezzaio verticale (ma anche orizzontale o anche a V) al centro del quale il ragno si nasconde. Gli imenotteri sono predatori specializzati ed astuti, si vede, magari con capacità visive diverse rispetto agli uccelli.

Tornando ad Argiope, credo che sia mimetica di suo su qualsiasi sfondo, anche quando piante o pietre si trovano distanti da lei. Vi mostro una foto scattata a 1mt e mezzo di distanza. So bene che è sfocata ma credo ci si metterebbe comunque un po' a trovarla anche se fosse perfettamente a fuoco

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uno sfondo bianco, come il mio cane, la esporrebbe al pericolo 😃

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L'ipotesi 5 fa sorridere anche me se pensiamo a stabilimenta come questi

2019_04_28-19_14_45_49313.jpg

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Tuttavia, credo che Argiope possa rappresentare un'eccezione (forse...)

Non mi riferisco allo stabilimentum a zig zag ma a questo

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ma magari questo potrebbe semplicemente confermare l'ipotesi 4 

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Quando si parla di mimetismo si intende rivolto sostanzialmente agli uccelli e altri predatori di grandi dimensioni

Gli insetti predatori specializzati come Sceliphron, Chalybion, Pompilidae vari sanno bene cosa cercare e non credo che si lascino confondere.

Anzi, nel loro caso, lo stabilimentum potrebbe giocare a sfavore del ragno rendendo la sua ragnatela riconoscibile come indicativa della specie.

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Salve a tutti. Di recente mi sono imbattuto in una splendida Argiope B., e cercando di saperne di più, mi sono imbattuto in questa affascinante discussione. Premetto che il mio livello di conoscenza sui ragni e l'ambiente in cui vivono è da assoluto profano, però nonostante questo, dopo aver letto tutta la discussione, ho fatto alcune riflessioni (il problema "stabilimentum" ha contagiato anche me 😁) sulla base di un ragionamento puramente deduttivo. Il fatto che solo alcuni ragni fra quelli presi in esame, abbiano fatto lo stabilimentum, mi fa pensare che questa pratica sia utilizzata solo in "determinate" circostanze, il che escluderebbe automaticamente le prime 4 ipotesi prese in considerazione dallo studio su riportato. La 5a ipotesi che sarebbe legata ad una precisa circostanza (l'esposizione al sole), è da escludere viste le osservazioni di elleelle. L'ultima ipotesi la trovo poco plausibile perchè probabilmente potrebbero esserci modi migliori per impiegare quella seta. A questo punto, da assoluto lo ripeto profano, è possibile che la circostanza legata alla creazione dello stabilimentum, sia in qualche modo legata all'accoppiamento? Non so, magari la sto sparando grossa, vabbè male che vada non fatemi fare questa fine...

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Non mi pare un'ipotesi sballata. 

Lo Stabilimentum potrebbe aiutare i maschi a riconoscere la tela delle femmine della propria specie (ammesso e non concesso che la vista giochi un ruolo importante nella ricerca). 

Per me comunque l'ipotesi più ragionevole è quella che serva (o che servisse in passato) a mimetizzare il ragno rispetto alla predazione da parte degli uccelli.

Oppure che sia un comportamento relitto che nell'ambiente attuale non serve a niente, tanto è vero che nella maggior parte delle tele che ho fotografato l'anno scorso non c'era o c'era solo un abbozzo.

Altrimenti è difficile spiegare perché ce l'hanno solo pochissime specie di Araneidae.

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