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Phantom

Piccola curiosità sul sottordine Mesothelae

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Salve a tutti, ultimamente sto leggendo parecchi articoli e libricini che parlano del sottordine Mesothelae e sono molto curioso di sapere se questi animali siano mai stati riprodotti in cattività. Mi piacerebbe molto sapere qualcosa in più sul loro comportamento in cattività, ma penso che non sia molto fattibile averli. Qualcuno di voi ha avuto qualche esperienza con loro?

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ciao...so poche cose a riguardo...so che è la famiglia piu' antica ed arcaica degli aracnidi, non provvista di ghiandola velenifera...ne fanno parte i ragni di tipo trapdoor..quindi sono grandi scavatori, si costruiscono con la tela una specie di "porta" all'ingresso della tana,usano la tecnica dell'agguato per predare e di conseguenza sono ragni abbastanza statici almeno le femmine...i maschi invece vanno di più in giro alla ricerca di femmine...

non è molto lo so...ma se qualcuno ha da aggiungere altro o correggermi ben venga...in cattività sicuramente qualcuno avrà allevato qualche ragno di questa famiglia e saprà dirci piu' cose...

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Grazie Francesco, sapevo che non possiedono ghiandole velenifere ed è per questo che ho pensato che potessero essere allevati, credo che non siano invalidanti per l'uomo e probabilmente su di loro non si può applicare la legge 213... se sbaglio qualcuno mi corregga per favore, inoltre c'è qualcuno in grado di fornire qualche informazione in più? Magari qualcuno che ha avuto esperienze dirette

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Fermi tutti.

 

Questo sottordine di aracnidi ha le ghiandole velenifere ragazzi. Uno studio del 2010 ha smentito quello di Haubt del 2003.

Qui le referenze

 

Foelix, R., B. Erb: Mesothelae do have venom glands . J. Arachnol . ( 2010)

 

Tutte le informazioni su questa famiglia dal punto di vista scientifico si trovano sui libri (biology of spiders per esempio) e sugli articoli scientifici di riviste come il journal of arachnology :)

 

esperienze dirette di allevamento non ne ho. Dunque lascio la parola a gente come Piergiorgio che sicuramente ha molta più esperienza di me in merito :)

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La presenza di ghiandole velenifere nei Mesothelae è stata verificata da Foelix e Erb nel 2010, ma nonostante ciò non sono ragni pericolosi per l'uomo. Vengono allevati e c'è del materiale a riguardo sul forum, prova a fare una ricerca per Liphistius.

 

Gaborri mi ha anticipato! :)

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Grazie mille Gaborri e Filippo!! Ero rimasto alle vecchie conoscenze (e a quanto pare anche wikipedia), Per quanto riguarda la ricerca sul forum l'ho già fatta Filippo e hai ragione un po di materiale c'è, ma a me piacerebbe saperne di più ^_^ ^_^

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    • Da PiErGy
      Vi documento la stabulazione e l'accrescimento di alcuni spiderlings di Liphistius, probabilmente Liphistius ornatus.

      Foto di due esemplari, sul centimetro di corpo, scattate il 15 luglio 2016:


      ​​


      Erano stabulati in piccoli contenitori in vetro con uno strato di 5 cm di fibra di cocco umida come substrato. La fibra di cocco attualmente non è più filacciosa come quella che si trovava in vendita anni fa e risulta facilmente scavabile dalla maggior parte dei ragni fossori e dei trapdoor spiders; questi Liphistius non han fatto eccezione e il giorno seguente avevano già approntato la botola. Decisi di aggiungere delle Trichorhina tomentosa... Nella mia idea dovevano agire nel substrato da pulitori ma sono state molto gradite come prede:




      I ragni si son dimostrati subito molto voraci, accettando prede di vario tipo (ho usato soprattutto neanidi di Blatta lateralis e Nauphoeta cinerea e larve di Tenebrio molitor e Alphitobius diaperinus): venivano rifiutate solo se di dimensioni eccessivamente grandi o se il ragno era sazio o in premuta.

      Il 30 dicembre ho deciso di spostarli poiché in trasparenza dal vetro dei barattoli notavo che erano cresciuti parecchio. Metà degli esemplari li ho trasferiti agilmente estraendo e "travasando" l'intero cunicolo dai vecchi barattoli ai nuovi contenitori e dando quindi pochissimo stress ai ragni.
      Due Liphistius ho dovuto però estrarli interamente perché sia la trapdoor che il tubo di seta si erano notevolmente danneggiati, rendendo impossibile l'utilizzo tal quale. Ho usato anche in questo caso fibra di cocco dell'IKEA.

      Ho comunque colto l'occasione per fare rapidamente alcune foto agli esemplari, notando come fossero effettivamente cresciuti molto rispetto alle mie aspettative; il primo l'ho immortalato su carta millimetrata prima di inserirlo nel nuovo terrario:






      Il secondo esemplare mi ha dato maggiori problemi: tendeva infatti a restare avvinghiato alla tana e, mentre mi aiutavo con le dita per aprire meglio la sua sacca di seta e farlo uscire, si è arrampicato con uno scatto sulla mia mano: come non era facile fargli lasciare la presa dal suo rifugio, allo stesso modo è poi stato insolitamente poco pratico - ovviamente nell'ottica di essere delicato e non danneggiarlo - fargli lasciare la presa del mio dito a cui restava ancorato con le zampe e i pedipalpi. La cosa si è complicata perché nel mentre mi sono accorto che, oltre a questo comportamento tutt'altro che tipico, aveva il carapace in parte sollevato ed era quindi prossimo a mutare. Mi ero sincerato che non fossero freschi di muta o che stessero mutando guardandoli prima di spostarli, aiutato da una torcia, attraverso il vetro dei barattolini ma non ho potuto notare questo importante dettaglio.
      Ricordo che i ragni non vanno maneggiati ma, essendomelo ritrovato agganciato su un dito, prima di stabularlo nel terrario ho deciso di fargli una foto per documentare l'aspetto del cefalotorace:




      Al contrario di quanto successo nella mia precedente esperienza con un'altra specie di​ Liphistius, questa volta non sono purtroppo riuscito a documentare l'evento. La mattina del giorno seguente l'esemplare aveva terminato con successo l'intero processo di muta:






      Il pomeriggio del giorno successivo il ragno aveva già scavato ed era sparito nel suo rifugio, sebbene manchino ancora i fili a raggiera attorno alla botola:




      Vi aggiornerò con altri dettagli, foto e video
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