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Da oggi ci sono anch'io... un saluto a tutti!


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Ciao a tutti. Mi chiamo Luca, ho 28 anni a febbraio, e scrivo da un paesino della provincia di Novara, poco o per nulla conosciuto: Briona. Apparentemente il mio nickname, che significa in latino "neve novarese", non c'entra nulla con l'argomento del forum; ma ho iniziato a usarlo nei forum di meteorologia (che è una mia grandissima passione) e ho sempre mantenuto quello per "comodità" personale, anche in altre community.

 

Mi sono iscritto qui, in primis per imparare a riconoscere i ragni; ho iniziato da poco a "farmici una cultura", leggendo questo forum da esterno, e so a malapena distinguere il genere (non tutti)... so riconoscere le sgargianti argiope bruennichi e i vari araneus, che costellano la vegetazione estiva della mia zona, le tegenarie, i pholcidae, qualche steatoda, i cheiracanthium che si nascondono tra gli acini d'uva (i "miei" ragni domestici, insomma).

E leggere alcuni esperti di questo forum sta veramente arricchendo di giorno in giorno la mia (per ora scarsa) conoscenza sugli animali a otto zampe.

 

La mia presentazione non sarebbe però completa se non vi dicessi anche che fino a poco tempo fa ero "quasi" aracnoFOBO... non a livelli patologici, ma avevo un forte timore dei ragni, specialmente orbiteli.

Ora invece sono aracnoFILO e non solo non li temo minimamente, ma li adoro... c'è una storia legata a questo, che non so se raccontare qui oppure aprire un topic più strutturato in un'altra stanza. Sarete voi a dirmi se vi interessa e se volete che ve la racconti più dettagliatamente

 

Nel frattempo, un grosso saluto a tutti

Luca

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Dunque, sostanzialmente la "storia" che ha visto la mia trasformazione da aracnofobo ad aracnofilo è questa.

 

La mia paura dei ragni risale a quando ero un bambino di circa 3 anni... una notte sognai di essere intrappolato in una ragnatela. Ero nel corridoio di casa e vedevo queste ragnatele che si formavano nell'aria dal nulla e mi venivano addosso avvolgendomi... io urlavo e mi dimenavo, chiedendo aiuto agli astanti che, indifferenti, sembravano non vedere le ragnatele e non accorgersi della mia condizione di prigionia. Vabbè, un sogno, ma che a un bambino resta impresso come un marchio.

Da bambino addirittura, paradossalmente, temevo di più le ragnatele dei ragni stessi, giusto per la cronaca; alla vista di una ragnatela, cercavo di tenermene ben distante.

 

Poi, negli anni, iniziai ad avere paura anche degli "inquilini" della ragnatela... forse perché era una paura "atavica" radicata nella mia amigdala; forse perché il muoversi imprevedibile, dinoccolato, "etereo" delle loro zampe, su fili quasi invisibili, mi dava un senso di ansia, di sopraffazione, di pericolo; o forse per i luoghi comuni che girano attorno a questi animali, forieri di dolorosissimi e spesso letali morsi.

Fatto sta che la mia paura, che non era ai livelli di una vera e propria fobia -beninteso- agiva in particolare in due circostanze:

- io adoro la natura e faccio lunghe passeggiate in collina, tra boschi, vigneti, praterie e vallette, notoriamente habitat di una vastissima gamma di specie di ragni. Mentre i ragni "terricoli" mi sono sempre stati pressoché indifferenti, ho sempre avuto il timore di incappare senza accorgermi in una grossa ragnatela e di essere aggredito dal ragno.

Durante il periodo estivo mi sono sempre ben guardato dall'addentrarmi nella fitta vegetazione, alla vista di queste ragnatele dai "lunghi" ancoraggi, tessute magari tra due alberi distanti, che letteralmente infestavano la vegetazione.

 

- quando vedevo un ragno nella mia camera da letto, purtroppo questo finiva vittima del mio "istinto di autodifesa". Poverino, lui magari si voleva solo difendere dal freddo o si trovava lì per caso, ma il mio cervello, la mia paura, il mio istinto, mi imponevano di prendere la prima stoffa che avessi a disposizione (stracci, guanti, carta igienica ecc.) e comprimerlo tra questa e il pavimento o il muro. Avevo, come avrete capito, troppa paura che si infilasse in qualche vestito e mi facesse poi sentire di che pasta erano fatti i suoi cheliceri. Voi direte "ma non potevi prenderlo con un guanto e metterlo fuori?"... sì, ma sapete la paura com'è... è irrazionale. Eliminato il problema, trovata la soluzione.

 

Però su quest'ultimo punto vi rassicuro... nessun ragno è mai più caduto vittima (salvo che non ne abbia pestato qualcuno involontariamente senza accorgermi) dei miei "trattamenti" ormai da, penso, un paio d'anni a questa parte.

 

Poi c'è stato un lungo periodo di "convivenza" con la mia fobia... avevo sempre paura dei ragni, ma ultimamente (negli ultimi anni) la mia paura era diventata "maggiorenne", di pari passo con la mia età. Pur nutrendo un certo timore, ho iniziato "studiarli" su internet... tra forum, articoli, ecc. ho scoperto che una gran parte delle mie fobie non si poggiava su motivazioni reali e che, attorno all'argomento "ragni", ci sono una miriade di luoghi comuni e di credenze popolari che fanno (loro sì) paura.

Sapete com'è... iniziando a osservarli, ho intrapreso un percorso di accettazione della mia fobia. Inizialmente l'ho "arginata", con successi sempre maggiori nel corso del tempo. A un certo punto ho imparato anche a prenderli in mano, scoprendo che se li fai delicatamente depositare sul tuo palmo, senza "stringerli", loro non ti avvertono come nemico e non ti mordono.

Però, anche in questa fase, ho sempre e comunque temuto di incappare involontariamente in una ragnatela ed essere attaccato.

Ultimamente, visto che ormai l'interesse e il fascino che questi animali esercitavano su di me, mi sono detto: "Luca, i tempi sono maturi... devi vincere definitivamente ogni minimo residuo di fobia dei ragni."

 

E così è arrivato l'autunno 2016... visto che ho sempre temuto di essere morso, in particolare da ragni orbiteli quali Araneus diadematus , anche perché la leggenda popolare ammonisce la gente di non toccare i ragni con la croce, perché sono "velenosi", mi sono deciso. Ho deciso di farmi pinzare da un ragno crociato.

Passatemi il termine, poteva essere un'altra specie di araneus, ma per comodità lo chiamerò "ragno crociato".

In pratica non è stato nulla di terribile... sul dito non ho sentito assolutamente nulla, mentre sul dorso della mano mi ha procurato un leggero bruciorino (una via di mezzo tra prurito e bruciorino), che dura pochi minuti, comunque notevolmente inferiore rispetto a quello che mi aveva procurato una puntura di Polistes quest'estate, che aveva deciso di abitare nella manica del mio pigiama (terribile).

Quindi mi sono detto: "se il morso di un ragno non è così terribile, hai vinto la tua paura".

Mi sono poi fatto pinzare da altri araneus un pochino più grossi (il mio record è 1,5 cm di body-lenght) e addirittura da una Tegenaria (credo Tegenaria domestica). Un po' più dolorosa quest'ultima, ma nulla in confronto alla suddetta Polistes, che ho come pietra di paragone.

La prossima estate vorrei provare a farmi pinzare da un'Argiope bruennichi, ragno che trovo stupendo.

Voi avete mai avuto esperienze di morsi di ragno?

 

Non giudicatemi male per questo... ho dovuto fare così, ma grazie a ciò ho vinto la mia fobia. E grazie a ciò è da tempo immemorabile che non uccido più un ragno ma, anzi, ora li rispetto e li adoro. Adesso non vedo l'ora di fotografare i miei amici ragni e segnalarli. Vorrei imparare a riconoscerli bene e a usare altrettanto bene la nomenclatura scientifica

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Benvenuto Luca e complimenti per la tua "guarigione"! :)

Sinceramente non avevo mai sentito un' esperienza del genere! :blink:

Ma ben venga che i tuoi esperimenti così estremi siano serviti a raggiungere il tuo scopo! :lol:

L' unico consiglio che mi viene da darti è di informarti (come penso avrai fatto e stai facendo) il più possibile sugli effetti del veleno sull' uomo su ciascun ragno da cui vorrai farti "assaggiare"! :lol: Oltre al veleno, tieni conto anche delle dimensioni dei cheliceri, perchè una Hogna radiata o una Zoropsis spinimana ti farebbero davvero piangere dal dolore :P . Fortunatamente io non sono mai stato morso da un ragno, pur allevando anche migali dall' indole mordace e credo che non avrò mai il coraggio di farlo e per questo ti ammiro! ;)

 

P.S. Argiope bruennichi ha cheliceri corti e sottili e il veleno non ha rilevanza medica per l' uomo come quasi tutti i ragni appartenenti alla famiglia Araneidae, quindi per me puoi pure sperimentare :P

Certo non so come i moderatori potrebbero interpretare tutto ciò, visto che questo è un forum molto frequentato anche da ragazzini che potrebbero emulare i tuoi esperimenti e avere reazioni peggiori di quelle di un 28enne in salute come te :mellow:

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Grazie anche a te, Xenesthis

 

Il mio esperimento è servito, come detto, a ottenere due vantaggi: il primo è stato guarire dall'aracnofobia, il secondo, a corollario, è appunto quello di non avere più la "necessità" di uccidere alcun ragno o fare ad esso del male, solamente per una mia paura ingiustificata. Con la famosa mentalità di poi, "ben venga".

Ovviamente, il mio "esperimento" si ferma alla sola famiglia delle Araneidae (in via del tutto eccezionale mi sono spinto a una Tegenaria domestica) e non oso andare a "sperimentare" i ragni dai "grossi attributi" come Hogna radiata o, ancora peggio, i ragni che hanno un veleno in parte neurotossico, come Cheiracanthium sp.

Finchè si tratta di rischiare lo 0,1% per ottenere un grosso vantaggio va bene, ma andarsi stupidamente a cercare uno shock anafilattico con veleni più pericolosi, beh... questo proprio no.

Non intendo farmi "assaggiare" dai ragni...mi è capitato di farlo con ragni ben selezionati, appunto, solo per una buona causa personale ;)

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Benvenuto Luca...Hai usato le maniere forti per vincere la tua fobia..

Anche io sono iscritto da poco a questo forum che è davvero notevole per chi vuole approfondire sui ragni.

Ho letto che talvolta il ragno non inocula veleno e, in tal caso, si parla di dry bite, letteralmente morso a secco. I morsi delle migali all'uomo sono spesso del tipo dry bite per esempio.

Poiché l'uomo e, in generale, i grandi mammiferi non sono considerati prede dai ragni, ne segue che i ragni difficilmente attaccano l'uomo. La quasi totalità dei loro morsi, ricevuti dalle persone, sono di tipo difensivo e spesso dry bite o talvolta a piccola dose di veleno, perché essi hanno come unico scopo quello di allontanare la persona...

Magari i morsi che tu hai ricevuto erano "dry bite" e per questo non sono stati molto fastidiosi...Il dolore è provocato dall'azione meccanica dei cheliceri quando sono grandi, ma credo anche che cheliceri più piccoli con l' iniezione di veleno provochino sicuramente danni o comunque fastidi maggiori di quelli che hai descritto.

Dovendo ancora imparare molto sui ragni, ovviamente chiedo conferma di ciò che ho scritto agli esperti senior..

Grazie e ciao a tutti

:D

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Benvenuto Luca...Hai usato le maniere forti per vincere la tua fobia..

 

Anche io sono iscritto da poco a questo forum che è davvero notevole per chi vuole approfondire sui ragni.

 

Ho letto che talvolta il ragno non inocula veleno e, in tal caso, si parla di dry bite, letteralmente morso a secco. I morsi delle migali all'uomo sono spesso del tipo dry bite per esempio.

 

Poiché l'uomo e, in generale, i grandi mammiferi non sono considerati prede dai ragni, ne segue che i ragni difficilmente attaccano l'uomo. La quasi totalità dei loro morsi, ricevuti dalle persone, sono di tipo difensivo e spesso dry bite o talvolta a piccola dose di veleno, perché essi hanno come unico scopo quello di allontanare la persona...

 

Magari i morsi che tu hai ricevuto erano "dry bite" e per questo non sono stati molto fastidiosi...Il dolore è provocato dall'azione meccanica dei cheliceri quando sono grandi, ma credo anche che cheliceri più piccoli con l' iniezione di veleno provochino sicuramente danni o comunque fastidi maggiori di quelli che hai descritto.

 

Dovendo ancora imparare molto sui ragni, ovviamente chiedo conferma di ciò che ho scritto agli esperti senior..

 

Grazie e ciao a tutti

:D

 

 

Beh, sono sicuro che non fosse dry-bite perchè comunque c'è stata un po' di reazione cutanea (tipo "bagotta") e anche il giorno dopo ogni tanto tornava a prudere, quindi un po' di veleno c'era. Inoltre ho proprio visto anche delle piccole goccioline di liquido -presumo veleno- depositate attorno alla zona del morso che probabilmente sono "scappate" dai dotti veleniferi.

 

Complessivamente il morso non è stato molto doloroso (diciamo che ho sentito una sensazione tipo "spina" durante il morso, seguito da formazione di suddetta "bagotta" che dava prurito intenso non particolarmente urente... cessazione di ogni sintomo dopo qualche minuto, ma ripresa del prurito il giorno dopo, a tratti)

 

Sostanzialmente ho notato che:

- sotto i 6-7 mm di body-lenght non erano in grado di perforare la pelle o al limite riuscivano ad "attaccarsi" con i cheliceri ma senza affondare

- sopra i 6-7 mm inizi a sentirli, mentre, dal cm di bodylenght in su, Araneidae sono tranquillamente in grado di mordere

- penso che dei ragnazzi sui 2 cm di bl siano più dolorosi di quelli che ho provato io (ma non voglio esagerare ora ;))

 

Ah, non è così semplice farsi mordere neanche se li prendi tra due dita... devi "convincerli" un attimino; e peraltro sono anche piuttosto lenti a procedere

 

La Tegenaria sp invece (presumo fosse una T.domestica ma non ne sono sicuro) non ci ha pensato due volte... l'ho messa sul palmo e appena l'ho toccata con il dito "da sopra", zac. Ho del resto letto che Agelenidae sono più aggressive. Beh, "aggressive" forse no, ma la loro "legittima difesa" scatta con più facilità rispetto agli Araneidae

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Benvenuto Luca, piacere di leggerti.

Come avrai ormai capito da solo non ha senso aver paura dei ragni, benché meno di quelli Italiani. Nonostante ciò è sempre consigliabile aver prudenza e non maneggiare esemplari, grandi o piccoli che siano, soprattutto quando non si ha feeling con loro.

Gli Araneidae hanno veleno poco attivo sui vertebrati e, come hai sperimentato, gli effetti sono blandissimi. Altri ragni però possono causare sintomatologie un po più "decise" sebbene temporanee. Come ti hanno detto ad esempio i morsi di Zoropsis spinimana sono molto dolorosi sul momento, sebbene poi producendo solo un arrossamento e gonfiore locale della durata di una o due ore. Quello che può essere problematico è più una particolare sensibilità che il singolo soggetto può avere e che può quindi ingigantire gli effetti e renderli difficili da gestire. Meglio quindi andarci piano con morsi e punture di artropodi, tanto mediamente innocue quanto a volte imprevedibili.

 

Non so se hai letto la testimonianza di una nostra utente aracnofoba: qui troverai il suo articolo http://www.aracnofilia.org/aracnologia/aracnofobia/

Per il resto spero che il forum e l'Associazione tutta riescano a trasmetterti le informazioni che vai cercando :4fuu9h1:

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