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Andricus

Gorgyrella sp. "Black Trapdoor" - Idiopidae Idiopinae

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Dubito sia la stabulazione, il substrato è torba di sfagno (quella di cocco è fibra, non torba) ed è la stessa che avevo usato la prima volta.

Anche stanotte l'esemplare è rimasto a spasso e stamani verso le 9:30 era ancora fuori, ma ora pare sia ritornato nella tana.

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In questo case se sta bene, bisogna solo godere dei momenti in cui si aggira per il terrario ;)

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Sto iniziando a pensare che il mio trapdoor si sia rotto :mah:

Dopo aver passato non so quanto tempo a spasso fuori dalla botola, qualche giorno fa l'ho ritrovato dentro la sua tana e pensavo che la fase da vagabondo fosse finito. Ieri invece mi sono ritrovato questa situazione. Una palla di tela e terra appoggiata alla parete del terrario, chiusa su un lato da un lembo che permette al ragno di uscire.

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Bisogna solo vedere come evolverà la situazione :)

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Non mi pare preoccupante. Piuttosto non stressarlo con continue osservazioni/ aperture della botola.

Unica cosa che potresti fare (ma secondo me non è il momento, l'avrei fatto all'inizio) è aggiungere della terra di campagna (sia argillosa che arenaria che terriccio) così da ridurre la percentuale di substrato fibroso. Spesso gli scavatori si comportano in maniera molto diversa a seconda del substrato e darne uno più neutrale, più vicino a quello naturale, aiuta. Forerei poi il contenitore in basso, così che possa drenare eventuale acqua in eccesso e darei una bella annaffiata per far compattare un po il suolo. Il terreno cosi compatto si asciugherà e simulerà meglio la consistenza di quello naturale.

Stando così le cose come già detto eviterei per ora di mettere mano al setup. Vediamo che succede

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    • Da Faby
      Ciao a tutti, condivido con voi degli scatti del 1° settembre 2016 e la mia piccola avventura con Cteniza sauvagesi, a Villasimius:

      "Villasimius, presso la vecchia fortezza. Sono impegnata a cercare botole, quando due uomini sulla sessantina incuriositi mi chiedono cosa stessi guardando. "Ragni" rispondo io. "Vuole vedere?" faccio avvicinare uno dei due uomini illuminando la botola aperta con la torcia del mio telefono, per scorgere il ragno al suo interno, che nel frattempo si era approssimato vicino all'entrata incuriosito dal mio trafficare. Il signore resta tra lo stupito e l'impaurito. "Che grossi!" esclama. Gli mostro delle foto nel telefono, di Cteniza e Amblyocarenum, trovate su google, gli racconto qualche cosa su di loro, li chiamo "ragni botola". Parliamo di ecologia, di rispetto per la vita, di come osservare questi splendidi e innocui animali. Saluto, mi sposto. Più tardi, tornando indietro, li incontro nuovamente con le rispettive mogli. Mi chiedono se in quel punto dove ci troviamo si trovano altre tane " voglio mostrarle a mia moglie, non ci crede!". Gli spiego che in quel punto il terreno è diverso ed è più difficile notare le tane, e mostro alla moglie queste foto. Anche lei sembra sorpresa, non ne aveva mai visti prima. Li saluto nuovamente. Passano alcuni minuti e decido di andar via. Passando in macchina incontro ancora quei signori con le mogli, lungo strada. Il primo signore chino sul versante a bordo strada, il secondo, poco distante, mi dice sorridendo:"sta cercando le botole!". Sorrido, e saluto, e penso a quanta soddisfazione e felicità mi abbia messo il fatto di aver fatto appassionare un uomo ai trapdoor. E magari a tutti i ragni! A mio modo oggi ho fatto un po' di divulgazione scientifica ".​

      Nelle foto qui sotto, alcuni dettagli delle tane chiuse perfettamente mimetizzate, e delle stesse dopo essere state aperte. Si vede bene lo spesso coperchio tronco-conico costruito con del terriccio e foderato con un denso strato di seta, così come l'interno della stessa tana. L'incontro con questi ragni è sempre un'esperienza esaltante .
       
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      La foto qui sotto è stata schiarita e contrastata per mettere in risalto la figura del ragno all'interno della tana, ma è sgranata perché comunque le condizioni allo scatto non erano buone, era completamente buio ed era difficile illuminare l'interno della tana con i pochi strumenti a disposizione (due cellulari).
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      ​Buona serata a tutti .
    • Da Skaval
      PER CHI NON LO SAPESSE ANCORA
      Nemesia pedemontana fotografata in provincia di Vercelli.



      Questa specie di Nemesidae (ma non solo lei) è stata recentemente descritta da Decae, A.E., Pantini, P. & Isaia, M.
      La pubblicazione, avvenuta su Zootaxa , è del 23 Dicembre 2015 e la si può trovare su ResearchGate a sotto questo titolo:
      A new species-complex within the trapdoor spider genus Nemesia Audouin 1826 distributed in northern and central Italy, with descriptions of three new species (Araneae, Mygalomorphae, Nemesiidae)
       
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