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Andricus

Gorgyrella sp. "Black Trapdoor" - Idiopidae Idiopinae

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Nuovo arrivo direttamente da Fiano Romano.

 

I trapdoor sono sempre stati la mia passione, ma la difficoltà nel reperirli e i prezzi spesso alti mi avevano fatto desistere dall'allevarli. Finalmente sabato ho avuto la possibilità di trovarne uno a buon prezzo.

 

Mi è stato venduto solo con la dicitura "Black Trapdoor", quindi non avevo idea neanche della famiglia di appartenenza, ma fortunatamente mi è venuto in aiuto il lavoro "The Spider Infraorder Mygalomorphae (Araneae): Cladistics and Systematics" di Robert J. Raven che mi ha permesso di identificarlo come un Idiopidae del genere Gorgyrella.

Gli occhi antero-laterali dislocati in avanti rispetto agli altri rendono caratteristica la sottofamiglia Idiopinae tra tutti i "trapdoor", poi i cheliceri con una proiezione mediale e le tibie III non scavate permettono di riconoscere il genere Gorgyrella. A breve proverò a cercare qualche lavoro per identificare la specie, ma temo che questo gruppo debba essere revisionato prima di poter dire qualcosa a riguardo.

 

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Come terrario sto utilizzando un barattolo in plastica riempito con una decina di centimetri di torba mista a vermiculite, creando al centro un foro di partenza per la tana. Tengo il tutto abbastanza secco data la provenienza di questi animali, ma saltuariamente mando un po' di acqua sul fondo tramite una cannuccia, in modo tale che in caso di necessità il ragno possa scendere e trovare l'umidità richiesta, come farebbe in natura.

 

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Purtroppo tentare una riproduzione temo sia praticamente impossibile data l'estrema difficoltà di reperire maschi. Inoltre anche si riuscisse a reperire un maschio di Gorgyrella, sarebbe veramente arduo riuscire a capire se sono entrambi della stessa specie.

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Ciao Marco, goditi il tuo nuovo conquilino :D li ricordo in fiera, erano tutti adulti se non sbaglio :ph34r:

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Di sicuro me lo godrò le poche volte che riuscirò a vederlo :P Io sono arrivato verso le 11:40 di sabato e ho visto che in tutta la fiera li aveva solo il venditore da cui l'ho preso, e tra l'altro ne aveva solo due, entrambe femmine adulte.

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Ma poi anche basta riesumare post vecchi di millenni giusto per scrivere qualcosa

 

Ma poi anche basta riesumare post vecchi di millenni giusto per scrivere qualcosa

ok...semplicemente leggevo i contenuti dei post perchè trovavo gli argomenti interessanti e non per scrivere qualcosa...non sono molto pratico di computer ed è la prima volta in vita mia che sono in un forum...le date neanche le ho guardate...comunque va bene se la cosa rompe mi faccio gli affari miei.....

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Se un post è datato allora è ok resuscitarlo se si vuole scrivere qualcosa inerente all argomento o per aggiungere qualcosa di costruttivo all argomento

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Bravo Andricus, mi ero perso questo post.

Hai per caso visto la discussione sulla mia femmina di Ancylotrypa?? http://forum.aracnofilia.org/topic/11811-ancylotrypa-sp/?hl=ancylotrypa

 

Grazie per la segnalazione Carlo, me la ero persa quella discussione! Appena ho un attimo la leggo con molto piacere.

 

C'è ben poco da aggiornare a riguardo del mio esemplare, in quanto ovviamente sta sempre all'interno del cunicolo, ma posso dire che ha mutato perché l'ho vista ancora completamente bianca portare fuori dal cunicolo pezzi della vecchia pelle. Curiosamente non l'ha portata fuori intera come ho visto fare tutti gli altri ragni che ho, ma portando poco per volta solo dei pezzi di zampe, infatti non sono riuscito a trovare sul terreno lo scudo superiore della testa.

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Dalla mia esperienza ho notato che i migalomorfi come questi tendono a distruggere l'esuvia e, a volte, a tappezzarci le pareti del fondo del cunicolo. Ora se questa possa essere considerata una regola generale non saprei proprio, ma non li ho mai visti accantonare fuori dalla tana l'esuvia integra.

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Riapro la discussione per chiedere il vostro parere su un comportamento che l'esemplare ha assunto ultimamente.

 

In data 18 marzo ho cambiato terrario all'esemplare, spostandolo in un contenitore con uno strato di terreno più alto per permettergli di costruire un cunicolo più profondo. L'esemplare è stato disturbato relativamente poco in quanto ho travasato l'intero contenuto del precedente terrario in un buco fatto nella torba del nuovo terrario, come quando si travasa una pianta.Per i primi 2-3 giorni è rimasto nel cunicolo come suo solito, ma all'improvviso ha iniziato ad uscire dalla tana e girovagare, rimanendo all'esterno anche giornate intere. Ho provato anche a fare qualche buco nel terreno per invogliarlo a nascondersi, pensando che non trovasse più adatta la tana precedente e volesse farne una nuova, ma sono stati ricoperti di terra durante le passeggiate del ragno. Non si direbbe debilitato, in quanto l'addome è abbastanza gonfio ed è molto attivo, correndo velocemente o reagendo con dei feroci attacchi al minimo disturbo.

 

Se può essere utile conoscere la stabulazione, ha una quindicina di centimetri di torba, asciutta in superficie e più umida in profondità per imitare le condizioni che troverebbe in natura, mentre la temperatura si aggira sui 20°, temperatura a cui ha vissuto sinora essendo quella di casa mia.

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domanda stupida...

quanti anni ha più o meno?

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Io l'ho comprata circa un anno e mezzo fa ed era già adulta, ma non saprei proprio quanti anni potesse avere al momento dell'acquisto. Considerando che sono animali abbastanza lenti a crescere, penso che impieghino almeno un paio di anni a maturare, forse anche di più, quindi suppongo possa avere almeno 3 o 4 anni.

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....se non scava e non sta in tana,volendo scartare problemi fisici o di salute mi viene da pensare qualcosa legata alla stabulazione... forse qualcosa non va nel substrato? te cosa usi? torba di cocco? hai usato substrati differenti dal prima al secondo alloggio?

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    • Da Faby
      Ciao a tutti, condivido con voi degli scatti del 1° settembre 2016 e la mia piccola avventura con Cteniza sauvagesi, a Villasimius:

      "Villasimius, presso la vecchia fortezza. Sono impegnata a cercare botole, quando due uomini sulla sessantina incuriositi mi chiedono cosa stessi guardando. "Ragni" rispondo io. "Vuole vedere?" faccio avvicinare uno dei due uomini illuminando la botola aperta con la torcia del mio telefono, per scorgere il ragno al suo interno, che nel frattempo si era approssimato vicino all'entrata incuriosito dal mio trafficare. Il signore resta tra lo stupito e l'impaurito. "Che grossi!" esclama. Gli mostro delle foto nel telefono, di Cteniza e Amblyocarenum, trovate su google, gli racconto qualche cosa su di loro, li chiamo "ragni botola". Parliamo di ecologia, di rispetto per la vita, di come osservare questi splendidi e innocui animali. Saluto, mi sposto. Più tardi, tornando indietro, li incontro nuovamente con le rispettive mogli. Mi chiedono se in quel punto dove ci troviamo si trovano altre tane " voglio mostrarle a mia moglie, non ci crede!". Gli spiego che in quel punto il terreno è diverso ed è più difficile notare le tane, e mostro alla moglie queste foto. Anche lei sembra sorpresa, non ne aveva mai visti prima. Li saluto nuovamente. Passano alcuni minuti e decido di andar via. Passando in macchina incontro ancora quei signori con le mogli, lungo strada. Il primo signore chino sul versante a bordo strada, il secondo, poco distante, mi dice sorridendo:"sta cercando le botole!". Sorrido, e saluto, e penso a quanta soddisfazione e felicità mi abbia messo il fatto di aver fatto appassionare un uomo ai trapdoor. E magari a tutti i ragni! A mio modo oggi ho fatto un po' di divulgazione scientifica ".​

      Nelle foto qui sotto, alcuni dettagli delle tane chiuse perfettamente mimetizzate, e delle stesse dopo essere state aperte. Si vede bene lo spesso coperchio tronco-conico costruito con del terriccio e foderato con un denso strato di seta, così come l'interno della stessa tana. L'incontro con questi ragni è sempre un'esperienza esaltante .
       
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      La foto qui sotto è stata schiarita e contrastata per mettere in risalto la figura del ragno all'interno della tana, ma è sgranata perché comunque le condizioni allo scatto non erano buone, era completamente buio ed era difficile illuminare l'interno della tana con i pochi strumenti a disposizione (due cellulari).
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      ​Buona serata a tutti .
    • Da Skaval
      PER CHI NON LO SAPESSE ANCORA
      Nemesia pedemontana fotografata in provincia di Vercelli.



      Questa specie di Nemesidae (ma non solo lei) è stata recentemente descritta da Decae, A.E., Pantini, P. & Isaia, M.
      La pubblicazione, avvenuta su Zootaxa , è del 23 Dicembre 2015 e la si può trovare su ResearchGate a sotto questo titolo:
      A new species-complex within the trapdoor spider genus Nemesia Audouin 1826 distributed in northern and central Italy, with descriptions of three new species (Araneae, Mygalomorphae, Nemesiidae)
       
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