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Andricus

Harmonicon oiapoqueae - Dipluridae - Allevamento e osservazioni

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L'esemplare ha finalmente mutato ed ha iniziato a mostrare la colorazione propria dell'adulto, grigio-nero con il cefalotorace rosso.​

 

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Ho provato a identificarlo osservando l'exuvia e seguendo le chiavi presenti sul sito Dipluridae.de. Purtroppo al momento mi ritrovo con un problema all'oculare del microscopio, che a 40x sdoppia le immagini, quindi non è per niente facile riuscire a vedere caratteri microscopici come la presenza di una o due file di denti sugli artigli tarsali superiori che permette di riconoscere facilmente le sottofamiglie. Dando però per scontato che si tratti di un Diplurinae sono andato a controllare la presenza e l'eventuale conformazione della lyra sulle maxillae. Ho provato ad osservare le maxillae in tutti i modi, sia con luce riflessa che trasmessa, e non mi sembra di notare la presenza delle setole ispessite della lyra, tranne un paio che non saprei se possono essere ritenute parti della lyra. Per questo direi di poter escludere senza dubbio il genere Trechona che presenta una folta macchia nera di setole. Ora il dubbio rimane tra gli altri tre generi: Linothele, che non presenta lyra, e Diplura e Harmonicon, che presentano lyra ma con setole di forma differente. Mi sentirei però di poter escludere Linothele per l'habitus generale, che sembra abbastanza diverso. A questo punto spero che con la prossima muta possa avere un'exuvia abbastanza grande da poter osservare facilmente la lyra.

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Sono molto contento che qualcuno stia allevando questa specie! E' sempre stata una delle mie preferite. Me ne sono innamorato anni fa, quando vidi una femmina adulta a Stoccarda.

Dopo aver allevato per 7 anni e riprodotto Linothele megatheloides questo sarà il mio prossimo Dipluridae.

Sono molto contento di vedere che c'è ancora gente appassionata che si lancia in campi non ancora battuti, con spirito critico e d'osservazione.

 

BRAVO! Continua così!!

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Grazie veramente Enrico! Sentirmi dire queste parole da qualcuno con la tua esperienza è veramente un grandissimo piacere ed è sicuramente uno sprono a continuare queste mie osservazioni su questi magnifici animali.

 

Purtroppo non mi è possibile tentare la riproduzione per questioni di spazio, visto che dovrei prendere almeno altri due sling per avere una probabilità adeguata di fare la coppia, e date le dimensioni non proprio contenute dell'adulto dovrei preparare terrari abbastanza capienti. Se però in futuro dovessi trovare adulti certamente sessati potrei fare un tentativo. Posso però in parte consolarmi con il tentativo di riproduzione che voglio portare avanti con una bellissima specie di Eresus proveniente da Sidi Ifni e che presenta una meravigliosa colorazione blu, a giorni dovrei ricevere gli esemplari e aprirò una discussione a riguardo.

 

Approfitto dell'occasione per aggiornare la situazione sull'esemplare. Nonostante l'addome gonfio continua a correre in cerca di prede alla minima vibrazione della tela, anche quando apro il contenitore per nebulizzare. Inoltre si è costruito una "casa su due piani", aggiungendo al primo strato di tela un ulteriore strato soprastante tirato tra le pareti del terrario, collegandoli poi tramite un cunicolo in un angolo. Si sta quindi rivelando un ottimo costruttore, alla pari di Linothele megatheloides, sebbene avessi letto che generalmente crea una tela molto meno organizzata.

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Aggiungo un paio di foto per mostrare la situazione attuale della tela. Purtroppo lo strato superiore è ancora molto sottile e difficilissimo da riprendere senza una illuminazione adeguata.​

 

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L'esemplare stamani ha mutato nuovamente. Ho notato alcune cose interessanti:

- con questa muta l'esemplare è più che raddoppiato in dimensioni, tant'è che non appena avrà finito di indurirsi dovrò spostarlo di terrario;

-sin da subito l'addome presenta già la colorazione nera definitiva, mentre testa e zampe sono bianche e lentamente assumono una colorazione giallina;

-a differenza degli altri ragni in mio possesso non ha mutato all'interno della tana in cui staziona sempre, ma ha creato un tappeto poco fitto all'interno di un cunicolo e si è poi appeso con i tarsi al soffitto, per poi tornare nella sua tana a muta ultimata.

 

Ho inoltre provato a ricontrollare l'esuvia al microscopio e a questo punto direi che si può confermare che si tratta di un Harmonicon oiapoqueae come dichiarato dal venditore. Ovviamente la mia non voleva essere una mancanza di fiducia nei confronti del venditore, ma essendo i Dipluridi un gruppo ancora poco conosciuto e con molte specie simili caratterizzate da particolari poco visibili ho preferito controllare personalmente la veridicità della determinazione.

 

A breve mando qualche nuova foto dell'esemplare ;)

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Complimenti Marco, per la passione e l'accuratezza! continua così ;)

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Sapresti dirmi se hai riscontrato differenze notevoli tra H. oiapoqueae e H. rufescens?

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Domanda difficile. Premetto subito che della tassonomia dei Dipluridi ne so praticamente 0, e riesco a capirci qualcosa solo grazie allo studio della tassonomia dei Vespidi, gruppo estremamente diverso, ma che comunque mi fornisce le basi per interpretare diagnosi, descrizioni e chiavi varie.

Inoltre potersi basare solo sulle piccole esuvie di un solo esemplare molto giovane non è di aiuto, e la mancanza di materiale di confronto determinato con certezza non mi permette di fare confronti accurati, però posso provare a dire qualcosa partendo dalla diagnosi presente nel lavoro di descrizione di H. oiapoqueae.

 

Secondo gli autori le differenze che permettono di distinguere la specie in questione da H. rufescens sono:

1) fovea fortemente ricurva, a forma di U invertita;

2) cuspule con posizione e dispozione diversa sulle maxille;

3) zampe più sottili.

 

Parto col dire che "zampe più sottili" sia secondo me un carattere difficilmente interpretabile. Se mi ritrovo un solo esemplare e non ho materiale di confronto come lo interpreto? Per ovviare al problema vengono fornite in una tabella le proporzioni di tutte e 4 le paia di zampe, ma non vengono fornite come confronto quelle della specie di confronto. Inoltre le proporzioni sono fatte, a mio parere, in modo strano: [(diametro del femore)x100]/(lunghezza totale della zampa). Io sono abituato a fare la proporzione (lunghezza della parte)/(larghezza massima o all'apice della parte), in quanto trovo più immediato dire "X è lungo Y volte la sua larghezza apicale", ma magari nei ragni la prassi è questa.

Della fovea viene detto solamente che è una fessura fortemente ripiegata ad U e nient'altro. Magari sarebbe stato utile fornire una proporzione tra la larghezza e la profondità della "U" per confrontarla con la fovea di H. rufescens che è molto meno piegata e che quindi presenta una curvatura molto meno profonda. Inoltre fornire un disegno della fovea non sarebbe stato male dato che è un carattere diagnostico.

Riguardo le cuspule. Secondo la chiave in H. rufescens sono 30-40, mentre nella nuova specie sono 40-50. Non sapendo se il numero di cuspule possa essere costante o molto variabile all'interno di una specie non mi esprimo a riguardo. Nella diagnosi viene però detto che cambia anche la posizione delle cuspule, che in H. oiapoqueae sono riportate come presenti nell'angolo baso-mediale, ma non viene detto come siano disposte nella specie di confronto.

Nella diagnosi viene inoltre fornito un altro carattere che dovrebbe essere unico di H. oiapoqueae, cioè le sigille sternali posteriori ovali invece che tonde. Ho provato ad osservarlo ma nell'esuvia non si riuscivano a vedere le sigille.

A quanto pare H. oiapoqueae dovrebbe essere una specie ben distinta, anche se a mio parere la questione non è stata argomentata in maniera esaustiva. Ma ci tengo a ripetere che parlo da profano della tassonomia dei Dipluridi e degli Aracnidi in generale, quindi magari sono completamente in errore.

 

Inoltre a complicare la questione c'è il fatto che esistono diverse altre specie di Harmonicon non ancora descritte e di cui quindi si sa praticamente niente. Di conseguenza l'attribuzione specifica del mio esemplare e di tutti gli altri in commercio andrebbe presa "con le pinze", a mio parere. Il mio esemplare potrebbe essere effettivamente un H. oiapoqueae, come penso che sia, ma magari essendo giovane potrebbe essere che i caratteri tipici di H. rufescens ancora non si osservano bene, oppure potrebbe essere un'altra delle tante specie ancora senza nome.

 

Direi che la questione possa essere risolta completamente solamente quando verrà pubblicata una revisione comprensiva di tutte le specie.

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Caro Andricus, disamina ineccepibile.

 

Ho sentito Bastian (l'autore del lavoro su questa specie) e dice logicamente le stesse cose che hai riportato tu. Però ha aggiunto che l'olotipo di H. rufescens è un giovane maschio, quindi non buono per un metro di comparazione. Andrebbe quindi fatto un lavoro di revisione.

 

Riguardo al rapporto come dici tu " [(diametro del femore)x100]/(lunghezza totale della zampa)", si utilizza il diametro del femore perchè è il segmento più spesso, quindi la larghezza massima. Ma l'obiezione è comprensibile. Perchè non fare il rapporto di ogni segmento? Perchè ste robe a volte lasciano un po' il tempo che trovano.

 

E' possibile quindi che gli esemplari di H. rufescens in commercio non siano effettivamente H. rufescens. Potrebbe essere anche un'altra specie oppure è possibile che siano tutti H. oiapoqueae.

 

Non è raro che gli allevatori vendano una specie per un'altra.

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Ciao Enrico, grazie per aver contattato Bastian, sapere che la pensa allo stesso modo mi rincuora molto. Parlando di un gruppo che conosco appena come questo ho sempre il timore di sbagliare completamente, ma avere la conferma di un esperto è sicuramente di conforto.

 

Essendo l'olotipo di H. rufescens un giovane maschio concordo che sia poco utile per un confronto, soprattutto in un gruppo come questo, in cui le proporzioni sono molto diverse nei due sessi e in base all'età dell'esemplare. A questo punto però non capisco perché sia stato fornito pure questo come "carattere distintivo" dato che non si è sicuri delle proporzioni delle zampe di H. rufescens. E se quest ultimo da adulto avesse le zampe ancora più sottili? Non ho capito poi se H. rufescens è noto solo sull'olotipo oppure sono stati esaminati altri esemplari.

 

Riguardo le proporzioni onestamente trovo poco comodo dover misurare l'intera zampa, visto che andrebbe distesa, facendo attenzione che tutti i segmenti siano sullo stesso piano. Misurando invece il singolo segmento questo problema non si pone dato che sono parti rigide. In questo caso potrebbe dare problemi al massimo il tarso data la pseudosegmentazione presente in diversi Diplurinae, ma è un caso particolare. Ovviamente poi ogni autore decide come gestire il proprio lavoro, non è certo mia intenzione voler insegnare a Bastian come descrivere un Dipluridae.

 

È la prima -e penso anche l'ultima- volta che dico questo su un animale che allevo, ma non vedo l'ora che l'esemplare diventi adulto e poi muoia di vecchiaia per poterlo studiare al microscopio e cercare di capirci qualcosa, questa questione tassonomica mi sta interessando moltissimo.

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Sinceramente ora non conosco tutte le dinamiche avvenute per la descrizione di H. oiapoqueae.. probabilmente è stata fatta una descrizione rapida in vista di una possibile ridescrizione delle due specie in futuro. Comunque concordo con te su tutti i punti critici. Anche io preferisco misurare ogni segmento.

 

 

 

È la prima -e penso anche l'ultima- volta che dico questo su un animale che allevo, ma non vedo l'ora che l'esemplare diventi adulto e poi muoia di vecchiaia per poterlo studiare al microscopio e cercare di capirci qualcosa, questa questione tassonomica mi sta interessando moltissimo.

 

Stima! :)

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Ecco nuove foto dell'esemplare, con due settimane di ritardo :worthy:

 

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Ho provato a riprendere la famosa fovea a forma di U, ma ora mi sembra che sia rettilinea... Ho sempre più dubbi sull'attribuzione specifica di questo esemplare.

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Se siete d'accordo sarei propenso a cambiare il titolo in "Harmonicon sp. - Dipluridae - Allevamento e osservazioni" visto che non c'è alcuna certezza che si tratti di H. oiapoqueae.

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Ma no dai lasciamo questo titolo :) una volta adulto si vedrà cos'è :)

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Visto che sto facendo alcune prove con la nuova macchina fotografica e che con l'occasione di Fiano ho preso un nuovo terrario, ne approfitto per mostrarvi qualche altro scatto.

Il nuovo terrario è un 15*15*15, con un fondo di circa 3cm di torba mista a vermiculite tenuta umida. Il set-up è molto semplice, con un paio di sugheri e un po' di sfagno secco. Le foto sono state scattate sabato, non appena avevo introdotto l'esemplare nel nuovo terrario. A distanza di tre giorni ha già ricoperto tutto di tela e si è fatto una tana in un angolo del terrario, nel fitto di un cespuglietto di muschio.

 

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Ecco dopo un mese e mezzo nuove foto dell'esemplare, che ha raggiunto un bodylength di circa 15-20mm.

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Ecco anche una foto in cui si vede la fittissima trama della sua tela

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