davboc Posted August 8, 2016 Report Share Posted August 8, 2016 Data: 08-08-2016 ore 21.00Luogo: Terni (Umbria)Posizione e microhabitat: camminava sul pavimentoDimensioni: 12mm di corpo. Foto: https://drive.google.com/open?id=0B5KEQp5Fa1v_YklMRHY5YXREN1E Non conosco il tipo di ragno, ma mi rivolgo a voi per identificarlo perché è la seconda volta che lo incontro e la prima, circa 6 anni fa, mi ha mandato al pronto soccorso lo stesso esemplare ma più piccolo della metà di questo. Un dolore pazzesco a dir poco. Nel precedente incontro era infilato in un guanto da cucina e mi ha morso quando l'ho infilato. Un tempo si diceva che in Italia esistevano solo due tipologie di ragni velenosi: il ragno violino e la vedova nera. Ora questo di sicuro non è la vedova nera somiglia al ragno violino come colori e comportamenti (uscire di notte e stare imbucato di giorno) ma mi sembra con il dorso più chiaro di quello che vedo in rete... Lascio a voi il parere da esperti, vi ringrazio per la disponibilità Saluti, Davide Link to comment Share on other sites More sharing options...
PiErGy Posted August 8, 2016 Report Share Posted August 8, 2016 E' un maschio di Cheiracanthium sp. Sì, non ti invidio. Il morso degli esemplari più grandi è molto doloroso ma solitamente, a parte l'intenso dolore locale nell'area morsa, non dà luogo a complicazioni mediche più gravi. Si tratta di un ragno tendenzialmente mordace ma, come praticamente avviene con tutte le specie italiane, si viene morsi solo schiacciandolo a pelle nuda per sbaglio o maneggiandolo maldestramente. Comunque, tutti i ragni in Italia (eccetto gli Uloboridae) sono velenosi. Il loro veleno, utilizzato per immobilizzare le prede e più raramente per difesa, ha sull'uomo effetti assai blandi nella quasi totalità dei casi... la maggior parte delle specie di piccole dimensioni non riesce neppure a perforare la pelle; fanno eccezione le specie da te prima citate, di rilevanza medica, e poche altre dal morso assai doloroso... Come appunto le specie più grandi del genere Cheiracanthium. Link to comment Share on other sites More sharing options...
davboc Posted August 8, 2016 Author Report Share Posted August 8, 2016 E' un maschio di Cheiracanthium sp. Sì, non ti invidio. Il morso degli esemplari più grandi è molto doloroso ma solitamente, a parte l'intenso dolore locale nell'area morsa, non dà luogo a complicazioni mediche. Comunque, tutti i ragni in Italia (eccetto gli Uloboridae) sono velenosi. Il loro veleno, utilizzato per immobilizzare le prede e più raramente per difesa, ha sull'uomo effetti assai blandi nella quasi totalità dei casi... la maggior parte delle specie di piccole dimensioni non riesce neppure a perforare la pelle; fanno eccezione le specie da te prima citate, di rilevanza medica, e poche altre dal morso assai doloroso... Come appunto le specie più grandi del genere Cheiracanthium. Innanzitutto grazie per la risposta. Quindi questo è quello che comunemente viene chiamato ragno dal sacco giallo? Strano perché quello che ha morso a me era piccolo e ti assicuro che il dolore è stato fortissimo (e ho una soglia del dolore molto alta). Probabilmente il fatto di schiacciarlo all'interno del guanto ha amplificato sia la dose che l'effetto del veleno. Il fatto di trovarne due in casa così (anche se a distanza di anni) implica che nelle vicinanze ci sia un nido? Grazie per la cortesia Link to comment Share on other sites More sharing options...
PiErGy Posted August 8, 2016 Report Share Posted August 8, 2016 Sì, è il genere che gli inglesi chiamano "yellow sac spider". Non so quanto fosse piccolo l'esemplare che ti ha morso, le specie piccole che credo siano di dimensioni troppo esigue per mordere con conseguenze rilevanti son comunque di 4-5 mm di corpo. Quelle più grandi sono probabilmente in grando di infliggere un morso doloroso. No, solitamente accedono dall'esterno... Se ci sono arbusti o erba alta nei dintorni, è facile che qualche esemplare possa entrare in casa. Specialmente i maschi si spostano molto in cerca delle femmine e spesso finiscono "fuori strada". Comunque non creano "nidi" se con questo termine intendiamo un ritrovo collettivo degli esemplari adulti; al limite la femmina nel periodo riproduttivo crea una sacca di seta - soprattutto tra erba alta, cespugli o zone riparate - dove si rifugia, talvolta convive col maschio e poi depone le uova. Non si riproducono praticamente mai nelle case, ma alcune specie stazionano nei pressi (muri e finestre esterne, verande). Link to comment Share on other sites More sharing options...
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