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Foto di un esemplare appena sgusciato fuori dalla vecchia esuvia durante il processo di muta:

 

 

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Spero in futuro di fare foto migliori ad un esemplare in muta, per ora carico questa in mancanza di meglio. ;)

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La maggior parte è sul centimetro, ma non hanno uno sviluppo omogeneo tra loro e le dimensioni variano. Uno tocca i 12-13 mm ma un paio sono ancora sui 6-7 mm. Non ne capisco bene il motivo.

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Deinopis sp. (uno degli esemplari più grandi che ho) che si nutre di Plodia interpunctella:

 

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P.S.: in effetti più che una macro naturalistica sembra la foto copertina di un disco shoegaze :D urge una fotocamera nuova.

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Uno degli esemplari più grandi, maschio immaturo, in attesa con la sua rete tra le zampe:

 

 

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Bellissimo!

Anch'io, mentre scorrevo le immagini, avevo notato la somiglianza con gli Uloborus; anche nelle pose stereotipate.

La ragnatela è liscia, con palline vischiose o cribellata?

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Sì Luigi, Deinopidae ed Uloboridae sono famiglie strettamente imparentate, fanno parte della superfamiglia Deinopoidea.

E, come negli Uloboridae, anche in questo caso la tela è cribellata. La "rete di cattura" ha il tipico aspetto cotonoso e fibroso delle ragnatele cribellate.

 

Va notato comunque che il resto della struttura della tela è molto importante in quanto tiene in tensione, come una fionda, il ragno con la rete tra le zampe: quest'ultimo sembra padroneggiare tale tensione a seconda dell'esigenza, sia lasciandosi "scattare" in avanti in modo molto modesto, avanzando con le sole zampe anteriori (nel caso di un insetto che voli proprio davanti al ragno), sia proiettandosi interamente contro i rametti verso i quali è direzionata la rete. Lo scatto di questo meccanismo mi sembra dovuto al filo di seta che nelle foto si vede ancorato a una delle zampe posteriori del ragno; non ho però ben capito come riesce a molleggiarsi per tornare indietro dopo la cattura.

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​Foto di un maschio subadulto che ha appena catturato una tignola fasciata; notare i grandi pedipalpalpi del ragno:

 

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Giovane femmina durante la muta, avvenuta il 21.12.2015.

 

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Le femmine, anche immature in stadio di sviluppo avanzato, sono distinguibili dai maschi dalla presenza di marcati tubercoli addominali... Sono ben visibili anche in queste foto; i maschi sono più affusolati e lisci.

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Grazie Piergy davvero!

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Grazie a te!

 

Documento questa insolita predazione: ho provato a somministrare delle Nauphoeta cinerea immature alle femmine di Deinopis per vedere come se la cavano con prede particolarmente grandi (ed anche perché volevo velocizzare lo sviluppo delle femmine in vista di una riproduzione :uups:); ho osservato che, quando viene lanciata una preda di taglia spropositata sulla rete dei ragni, questi ultimi tendono a lasciar cadere rete e preda invischiata, senza provare a catturarla all'inizio. Probabilmente si rendono conto che un'eventuale preda attiva e in salute che urta la rete con quel peso sarebbe oltre le loro possibilità e che potrebbe anche essere una potenziale minaccia. In questo caso però ho usato delle blatte piuttosto "acciaccate" e queste ultime, sebbene lasciate instantaneamente cadere dopo essere rimaste attaccate alla rete (e quindi, anche ai restanti fili portanti della ragnatela), vengono (dopo che il ragno osserva che si tratta di prede grandi ma inermi e che si muovono con scarsa vivacità) recuperate, issate e divorate: i ragni se ne son nutriti per più di 12 ore prima di gettar via una piccola massa di avanzi chitinosi.

 

 

Femmina di Deinopis ferma sulla tela, la blatta (cerchiata in nero) è nei pressi del terreno, leggermente avvilluppata nella rete e tela del ragno:

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Il ragno scende a raccoglierla; la morde più volte e inizia ad avvillupparla con la tela:

 

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La blatta viene issata nel punto dove solitamente staziona il ragno:

 

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Il ragno si nutre della blatta impacchettata:

 

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La predazione ha avuto luogo di sera; ecco quel che rimane della blatta nel pomeriggio del giorno seguente:

 

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Segnalo infine una cosa curiosa che ho osservato in un paio di tentativi e con esemplari diversi: camole della farina e larve di Plodia interpunctella, della taglia giusta per restare bloccate sulla rete senza drammi e anche proporzionate alle dimensioni dei ragni (non come le blatte in foto, per capirci), sono state del tutto scartate: ho provato a somministrarle lanciandole sulla rete tra le zampe e, sebbene rimaste bloccate sulla rete senza problemi, il ragno le ha dopo poco scagliate via a breve distanza scuotendo la rete con le zampe anteriori. Forse - ma tutto questo è solo una mia supposizione - sono prede troppo grasse e con un rapporto superficie/volume sfavorevole per essere sciolte con facilità dai succhi digestivi che, come visto in precedenza, vengono riversati soprattutto sopra il corpo della preda imbozzolata.

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Interessantissimo Piergy!

Tra l'altro mi viene in mente che ciò conferma quello che già avevi osservato, ovvero che le larve, in natura, le vedono molto i fossori ma… Gli Araneomorfi non le prediligono affatto!

 

Complimenti anche per le foto! ^_^

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Grazie Marta! Purtroppo scattare le foto attraverso la plastica o la pellicola è molto problematico... :uups: :ph34r:

 

Beh, non tutti gli Araneomorfi (specie tra i tessitori) hanno la capacità di trattenere/catturare/predigerire con facilità qualcosa come una grossa larva e a volte non è pertanto una preda preferita... Ma se ne comunque nutrono con un po' di fatica. Pensavo che Deinopis, essendo arbusticolo, potesse essere un potenziale predatore dei bruchi presenti sulla vegetazione. Ma, da quanto ho visto, anche se un bruco di tignola cammina su un rametto proprio davanti alla rete, il ragno lo ignora del tutto e non scatta per catturarlo.

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Femmina subadulta mentre si nutre; questa volta la preda - di cui non è rimasto più molto, in verità - è un giovane grillo (Acheta domestica):

 

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