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Holconia insignis


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13 risposte a questa discussione

#1 The_Reaper

The_Reaper

    Cerato-Reaper Meridionalis

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Inviato 25 marzo 2009 - 21:51

CLASSIFICAZIONE:
Sottordine: Araneomorphae
Gruppo: Entelegynae
Superfamiglia: Sparassoidea
Famiglia: Sparassidae
Nome scientifico: Holconia insignis (Thorell, 1870)

Nomi comuni: Australian Huntsman Spider, Banded Huntsman, Giant Crab Spider.

TASSONOMIA:
Il genere Holconia conta attualmente le seguenti nove specie:

- Holconia colberti Hirst, 1991
- Holconia flindersi Hirst, 1991
- Holconia hirsuta (L. Koch, 1875)
- Holconia immanis (L. Koch, 1867)
- Holconia insignis (Thorell, 1870)
- Holconia murrayensis Hirst, 1991
- Holconia neglecta Hirst, 1991
- Holconia nigrigularis (Simon, 1908)
- Holconia westralia Hirst, 1991

Il genere Holconia fu definito da Thorell - nel 1877 - in seguito alla scoperta della specie Holconia insignis (effettuata dallo stesso aracnologo svedese nel 1870). Nel corso degli anni successivi fra i tassonomisti si registrarono incertezze e dubbi riguardo la validità questo genere ed infatti ebbe vita breve: nel 1903 Hogg spostò nel genere Isopeda le tre specie di Holconia scoperte fino a quel momento. Fondamentale fu, in tempi recenti, il lavoro di revisione da parte di Hirst: nel 1990 reintrodusse a tutti gli effetti il genere Holconia, arrivando l’anno successivo a scoprire e descrivere ben cinque delle nove specie che attualmente lo compongono.

DISTRIBUZIONE:
L’areale specifico di questa specie si concentra in particolar modo negli Stati australiani di Queensland e New South Wales. Il genere Holconia è comunque endemico del continente australiano (anche se pare che alcune specie introdotte siano stabilmente presenti in Nuova Zelanda), in particolar modo nelle zone occidentali e meridionali. L'habitat tipico di questo ragno è la vasta savana arida australiana, caratterizzata da scarsa vegetazione (per lo più eucalipti e acacie), bassa umidità ed elevate temperature medie annuali (25° circa).

DESCRIZIONE:
E’ caratterizzata da un corpo appiattito e compatto nonché da arti estremamente sviluppati in lunghezza. Questi ultimi hanno una disposizione "laterigrada" (questo aggettivo non esiste nel vocabolario italiano ma è italianizzato da "laterigrade", vocabolo inglese che indica un movimento da granchio realizzato con arti orientati lateralmente) quando il ragno è in fase di attesa o di riposo. La disposizione oculare è caratterizzata da due file, ognuna di quattro occhi, di cui quella posteriore risulta (come di regola negli Sparassidae) procurva. I cheliceri robusti e potenti e le quattro filiere di piccole dimensioni completano il quadro anatomico di un ragno prettamente errante e specializzato in attacchi veloci e precisi.
Dimensioni: Holconia insignis è un Araneomorfo di grandi dimensioni. Le femmine adulte si avvicinano e spesso raggiungono i 4 cm di bodylenght, leggermente inferiore nei maschi, nei quali è in media sui 3,5 cm. Il legspan, come nella maggior parte degli Sparassidae, è notevole e raggiunge misure che superano di parecchio i 10 cm in entrambi i sessi (N.B.: Nel genere Holconia il primato in dimensioni spetta, seppur di poco, alla notevole Holconia immanis, con un bodylenght di quasi 5 cm ed un legspan di 15 cm).
Dimorfismo Sessuale: esso, oltre che nelle dimensioni, si evidenzia nell’aspetto generale: i maschi sono decisamente più esili e presentano arti più sottili e in proporzione più lunghi che nelle femmine, nonché palpi di grosse dimensioni. Quest'ultima caratteristica aiuta a determinare il sesso dell’animale già a un paio di mute dalla maturità.
Colorazione: trattandosi di una specie criptica, non si ha sicuramente a che fare con un Aracnide appariscente a livello cromatico: la colorazione di fondo varia tra il grigio e l'olivastro. L'opistosoma, più chiaro del resto del corpo, presenta un pattern caratteristico, con una striscia superiore mediana più scura circondata da numerose chiazze nere, pressoché assenti nella parte inferiore, tendente a tinte decisamente più chiare e tenui. Sul resto del corpo permane un grigio di fondo più scuro nonché le immancabili chiazze nere: sul prosoma queste ultime si irradiano a raggiera dalla fovea mentre sugli arti si tramutano in vere e proprie bande dalla tibia in poi, infittendosi sempre di più su metatarso e tarso a tal punto da farli apparire completamente neri. Nelle prime fasi di vita dell’animale la colorazione dello sling si avvicina invece a tinte gialle e ocra decisamente più chiare rispetto all’adulto e non presenta quasi per nulla le chiazze nere, le quali inizieranno a comparire dopo qualche muta.

CICLO VITALE:
Presenta una velocità di crescita medio-rapida, in effetti la maturità sessuale viene raggiunta in circa 11 mesi (i maschi raggiungono lo stadio adulto più velocemente delle femmine) e prevede una dozzina di mute in totale con fasi di premuta incredibilmente brevi. Le femmine adulte vivono mediamente sui due anni (anche se in cattività possono arrivare anche a superare i due anni e mezzo di vita) mentre per i maschi il ciclo vitale si attesta sui 18-20 mesi complessivi. Fino a pochi giorni prima della morte questa specie rimane attivissima dal punto di vista predatorio, gli stessi maschi una volta maturati manifestano un appetito non di molto inferiore a quello riscontrato nelle fasi di vita precedenti.

COMPORTAMENTO:
Caratteristiche generali: ragno errante assolutamente robusto ed adattabile, Holconia insignis si distingue per l’estrema velocità e per le abitudini fondamentalmente arboricole. Non incline a cercare un rifugio stabile, questa specie tende a trascorrere i momenti di riposo in zone ombrose, appiattita sulle cortecce, non disdegnando comunque il sole diretto durante i suoi stazionamenti. Le piante di eucalipto rappresentano senza dubbio il luogo ideale per questo ragno che, nelle zone d'origine, risulta facile da rinvenire a causa della spiccata sinantropia: è infatti frequente all’interno di abitazioni o di casolari abbandonati e nei giardini di molte città australiane.
Predazione: l’attività venatoria si verifica indistintamente in qualunque ora del giorno e della notte e consiste in attacchi veloci a qualsiasi invertebrato di dimensioni adeguate che incroci la strada di questo voracissimo e dinamico Araneomorfo, spesso protagonista di veri e propri salti nel vuoto atti a raggiungere la preda. Una volta catturata, essa viene sminuzzata velocemente tramite il movimento meccanico dei robusti cheliceri. Nel caso il ragno riesca a catturare prede di dimensioni notevoli, mette immediatamente in atto un comportamento caratteristico: ruotando su sé stesso in una sorta di “danza”, costruisce velocemente una robusta tela provvisoria attorno al malcapitato di turno in modo da facilitarne la successiva assimilazione in tutta calma.
Holconia insignis si nutre praticamente di tutto: artropodi alati (e non) sono il suo pasto abituale ma occasionalmente grossi adulti di questa specie sono in grado di predare piccoli rettili arboricoli quali gechi e lucertole (Holconia immanis ad esempio condivide il suo microhabitat con una specie di geco, Gehyra variegata, e sono stati documentati occasionali attacchi, non sempre fruttuosi, a giovani gechi di 2-3 cm). Pur trattandosi di un ragno prettamente errante, è stato osservato come ogni esemplare non solo tenda a rimanere stabilmente su un preciso albero d’eucalipto ma prediliga delle zone specifiche (cortecce, rami o anfratti particolari) da utilizzare durante le ore di predazione più intense.
Socialità: pur non potendolo considerare un ragno comunitario a tutti gli effetti, vi è da sottolineare come una singola pianta di eucalipto possa ospitare più esemplari di questa specie, i quali tendono a tollerarsi senza troppi problemi. I più giovani sono comunque quelli sottoposti ai rischi maggiori perché gli episodi di cannibalismo aumentano in relazione ad una maggiore differenza di dimensioni fra gli esemplari.

PERICOLOSITA’:
Non è assolutamente un ragno aggressivo, spesso se disturbato predilige una fuga veloce e immediata (più di una volta sono stato costretto a rincorrere per casa esemplari sfuggiti all’istante dopo l’apertura del terrario), ma non sono rari i casi in cui vi sia una reazione più energica e aggressiva, riscontrata soprattutto in esemplari adulti e in particolare femmine gravide o a guardia del cocoon.
Per quel che riguarda la tossicità del veleno, studi specifici sugli effetti del morso degli Sparassidae hanno escluso qualsiasi possibilità di ulcere necrotiche e reazioni allergiche, evidenziando invece un marcato rossore concentrato nella zona del morso nonché forte dolore iniziale ed una fuoriuscita di sangue superiore alla media (presumibilmente causati entrambi dall’azione meccanica dei robusti cheliceri). Esigui i casi in cui si sono verificati mal di testa, febbre o dolore prolungato.

ALLEVAMENTO:
Grazie alla sua resistenza e adattabilità, non è certo un ragno difficile da allevare ma il temperamento imprevedibile e la notevole velocità che lo contraddistinguono non lo rendono secondo me adatto a completi neofiti. Di conseguenza bisognerà sempre dedicare molta attenzione durante l’apertura del terrario e in particolare nei momenti di pulizia di escrementi e resti delle prede.
Terrario: per un esemplare adulto sarà ovviamente necessario un terrario per specie arboricole che si sviluppi in altezza e misuri almeno 20x20x35 cm. Come substrato basteranno pochi cm di torba sterilizzata e una grossa corteccia posta in verticale basterà a completare l’arredamento. Ovviamente per sling ed esemplari subadulti andranno benissimo rispettivamente barattolini e faunabox.
Parametri Ambientali: la temperatura deve aggirarsi intorno ai 25°, per quanto riguarda l’umidità i valori comunemente registrati in casa andranno più che bene. E’ un ragno prettamente xerofilo e non tollererà frequenti nebulizzazioni (una ogni dieci giorni sarà più che sufficiente, più che altro per garantire il necessario apporto idrico al ragno). Fondamentale sarà garantire un’appropriata aerazione all’ambiente. Per esperienza personale posso comunque dire che negli esemplari tenuti a temperature inferiori (20-22° circa) non ho riscontrato sostanziali rallentamenti nel metabolismo né tanto meno i tempi di sviluppo. Il ragno risulterà semplicemente più stazionario e meno propenso a scatti veloci e incontrollabili se disturbato.
Alimentazione: come sottolineato in precedenza, la sua spiccata voracità ridurrà a zero eventuali problemi d’alimentazione; Holconia insignis accetterà praticamente ogni tipo di prede (potrebbero esserci problemi solo con camole poco reattive) che le verranno offerte. Esse dovranno essere possibilmente vive, in modo che il ragno possa rilevarne immediatamente le vibrazioni sul substrato o sulla corteccia (la mia femmina adulta accettava di buon grado anche prede morte, a patto che le fossero avvicinate ai palpi). Nel caso vengano inserite più prede nello stesso momento, il ragno cercherà di catturarle tutte contemporaneamente e si potrà assistere a spettacolari salti e repentini scatti attraverso il terrario. Attenzione comunque alle dimensioni della preda, se esagerate avranno come unico risultato quello di mettere il ragno sulla difensiva con conseguente stress per l’animale. Altro consiglio: durante l’allestimento del terrario riducete al minimo piccoli anfratti a livello del substrato, soprattutto se usate blatte come cibo vivo. Queste ultime troverebbero immediato riparo e il ragno, stazionando nelle parti alte del terrario, non sempre riuscirebbe a percepirle.

RIPRODUZIONE:
Accoppiamento: esso non presenta particolari accorgimenti anche se è comunque consigliabile l’allestimento di un ampio terrario in modo da evitare stress ai due esemplari e ovviamente garantire un’eventuale via di fuga al maschio, nel caso la femmina si dimostri poco propensa all’accoppiamento. Per ridurre al minimo rischi di questo tipo è fondamentale nutrire a dovere la femmina adulta nelle settimane precedenti all’accoppiamento.
Dopodichè basterà introdurre il maschio nel terrario, inizialmente tenendolo rinchiuso in un contenitore più piccolo, in modo da valutare immediatamente le reazioni dei due esemplari. Una volta che il maschio percepirà la presenza della femmina, inizierà il tipico tamburellare dei palpi, su una parete o sulla corteccia stessa, alternato da una veloce analisi delle draglines; dopodichè si avvicinerà velocemente alla femmina e la copula avrà inizio. Essa durerà più ore e al termine il maschio si allontanerà dalla femmina per poi riavvicinarsi successivamente e ricominciare una nuova copula; nonostante la bassa aggressività riscontrata nella femmina adulta, si consiglia di prelevare il maschio e toglierlo dal terrario dopo il secondo intervallo.
N.B.: indispensabile sarà scegliere con cura il momento in cui introdurre il maschio nel terrario, verificando che quest’ultimo abbia prodotto spermweb a sufficienza. Nel mio caso il primo accoppiamento non andò a buon fine, il maschio era troppo fresco di muta e la copula non avvenne; la femmina comunque non mostrò minimamente segni di aggressività.
Gravidanza E Deposizione: in caso di successo nell’accoppiamento, nei giorni successivi la femmina manifesterà un nervosismo non indifferente e un appetito invidiabile, finalizzato ad accumulare riserve alimentari in vista della deposizione del cocoon. Quest'ultima si avrà - in linea di massima - dopo un mese. L’ovisacco sarà di solito sospeso verticalmente, attaccato alla corteccia o a un angolo superiore del terrario. D’ora in poi bisognerà prestare massima attenzione nel gestire la femmina: difficilmente si allontanerà dalle uova e il suo grado di aggressività salirà notevolmente. E’ consigliabile nutrirla a dovere in modo da farle recuperare le energie perse durante la deposizione; non è raro che la femmina deponga successivamente altri ovisacchi (la mia arrivò a due ma il numero di deposizioni può essere maggiore), i quali comunque ospiteranno di volta in volta un numero inferiore di uova.
Gestione Degli Sling: dopo un periodo di incubazione non superiore alle quattro settimane, gli sling (solitamente un centinaio) inizieranno ad affiorare dal cocoon e si disperderanno non prima di una o due mute. La femmina continuerà a vigilare attentamente la prole, si consiglia pertanto di separare il cocoon dalla madre qualche giorno prima della schiusa. Per farlo basterà attirare la femmina con qualche preda e, mentre sarà intenta a consumare il pasto, prelevare velocemente il cocoon prima che la madre possa intervenire.
Si consiglia di assegnare ai futuri sling un contenitore a prova d’evasione (senza comunque dimenticarsi di garantire un’aerazione adeguata) in quanto la prole non misura più di 2 mm alla nascita ed è incredibilmente abile nelle fughe. Drosofile, successivamente integrate con neanidi di blatta, saranno l’ideale per garantire il sostentamento nei primi mesi di vita degli sling. Si consigliano occasionali nebulizzazioni, comunque mai eccessive in quantità: se da una parte è evitabile un ambiente completamente secco, altrettanto letali sarebbero un’eccessiva condensa sulle pareti o eventuali ristagni d’acqua all’interno del contenitore. Nonostante la percentuale di cannibalismo sia molto bassa, si consiglia di separare i nuovi nati dopo la terza muta al fine di evitare spiacevoli decimazioni.
Curiosità: nel 1986 fu registrato un insolito episodio che ebbe come protagonista una femmina subadulta di Holconia insignis: prelevata in natura, essa raggiunse la maturità sessuale e dopo qualche mese, senza che alcun accoppiamento fosse tentato, riuscì a deporre un ovisacco fertile dal quale fuoriuscirono ben 122 sling perfettamente in salute. Escludendo un’eventuale ritenzione dello sperma (che implicherebbe un sistema riproduttivo perfettamente sviluppato e ciò non sarebbe possibile in un esemplare subadulto), si ipotizzò un possibile caso di partenogenesi, mai confermato del tutto. Vi è infatti da dire che i precedenti a riguardo hanno sempre evidenziato un tasso di mortalità molto alto, mentre nel caso qui riportato ben il 93% delle uova portò alla nascita di sling sani.


BIBLIOGRAFIA:

-> "NATURAL HISTORY NOTES ON THE HUNTSMAN SPIDER HOLCONIA IMMANIS" (Klaus Henle)
-> "POSSIBLE PARTHENOGENESIS IN THE HUNTSMAN SPIDER ISOPEDA INSIGNIS" (David C. Lake)


Un doveroso grazie a Piergy per il lavoro di supervisione alla scheda in questione. :)

Ovviamente fatemi sapere se può andar bene o c'è qualcosa da sistemare, nel frattempo seleziono qualche foto decente ;)
Citaz. (Migdan): "Mmm... il lato oscuro dell'aracnologia pervade il tuo post, mio giovane padawan"
Citaz. (Piergy): "Sono velenosi perché potrebbero mordere!"
Citaz. (Stioppo): "Il ragno odia tutto. Odia te, te, te... e anche te dietro l'angolo! E odia anche un po' se stesso..."

#2 Henry

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    Enrico Simeon

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Inviato 25 marzo 2009 - 22:28

Scheda veramente interessante e completa!! I miei più sinceri complimenti Pier!! ;)

Vorrei chiederti però una cosa. Cosa intendi con questa frase:


Colorazione: trattandosi di una specie criptica, non si ha sicuramente a che fare con un Aracnide appariscente a livello cromatico.

Credo che "l'essere una specie criptica" non comporti necessariamente una colorazione poco appariscente: le cose non sono necessariamente legate.


Inoltre (parere personale eh), Holconia insignis la metterei tra i "grandi" Araneomorfi e non tra i "medi".


Complimenti ancora per l'Ottima scheda!!


Grande Pier!! :)

#3 00xyz00

00xyz00

    Haplopelma hainanum User

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Inviato 25 marzo 2009 - 22:52

Come ti ho gia detto hai fatto un ottimo lavoro.

La scheda è veramente completa, non solo per quanto riguarda l'allevamento, ma per le piccole e interessanti informazioni sul genere e sulla specie che sono sicuramente un valore aggiunto rispetto alle classiche schede.

Bravo pierpa  ;)

La cosa più bella che possiamo sperimentare è il Mistero; è la fonte di ogni vera arte e di ogni vera scienza.
Un Essere che non conosce questa emozione, che è incapace di fermarsi per lo stupore e restare avvolto dal timore reverenziale, è come un Morto.
                                                                                                         (Albert Einstein)


#4 The_Reaper

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    Cerato-Reaper Meridionalis

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Inviato 25 marzo 2009 - 23:56

Vorrei chiederti però una cosa. Cosa intendi con questa frase:

Colorazione: trattandosi di una specie criptica, non si ha sicuramente a che fare con un Aracnide appariscente a livello cromatico.

Credo che "l'essere una specie criptica" non comporti necessariamente una colorazione poco appariscente: le cose non sono necessariamente legate.

Nel senso di specie che adottano criptismo. :)
Hai comunque ragione in buona parte, ci sono specie con colorazioni vivaci che si nascondono bene nell'ambiente naturale, ma un buon 80% ha colorazioni smorte. ;)


Inoltre (parere personale eh), Holconia insignis la metterei tra i "grandi" Araneomorfi e non tra i "medi".

Osservazione intelligente, in effetti non ve ne sono poi molti di Araneomorfi che la superano in dimensioni, e se a ciò aggiungiamo il fatto che la maggior parte non supera il cm di bodylenght..
Corretto ora :)
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#5 Henry

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    Enrico Simeon

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Inviato 26 marzo 2009 - 00:11

C'è stato un fraintendimento.

Tu parli di "specie criptiche" nel senso che tali animali adottano "criptismo", ovvero si nascondono facilmente nel loro ambiente grazie alla loro colorazione poco appariscente.

Io parlo di "specie criptiche", termine propriamente usato per definire delle specie molto simili tra loro, distinguibili solo all'analisi di piccolissimi particolari o addirittura solo tramite analisi genetica (in questo senso io dicevo che il colore non c'entra, poichè anche una specie appariscente può essere confusa con un'altra, anch'essa appariscente e praticamente uguale ad essa, rendendo più complicati i processi di definizione di una nuova categoria tassonomica). ;)

#6 The_Reaper

The_Reaper

    Cerato-Reaper Meridionalis

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Inviato 26 marzo 2009 - 00:14

C'è stato un fraintendimento.

Tu parli di "specie criptiche" nel senso di amimali che adottano "cripticismo", ovvero si nascondono facilmente nel loro ambiente grazie alla loro colorazione poco appariscente.

Io parlo di "specie criptiche", termine propriamente usato per definire delle specie molto simili tra loro, distinguibili solo all'analisi di piccolissimi particolari o addirittura solo tramite analisi genetica (in questo senso io dicevo che il colore non c'entra, poichè anche una specie appariscente può essere confusa con un'altra, anch'essa appariscente e praticamente uguale ad essa, rendendo più complicati i processi di definizione di una nuova categoria tassonomica). :)

Ahhh :)
Eh pardon la seconda definizione non ce l'ho nel mio mini bagaglio culturale, ovviamente io mi riferivo alla prima ;)
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#7 The_Reaper

The_Reaper

    Cerato-Reaper Meridionalis

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Inviato 26 marzo 2009 - 00:29

Qualche foto:

Femmina adulta

2016_02_19-17_42_21_94a14.jpg

 

Maschio adulto:

2016_02_19-17_42_30_12dcd.jpg

 

Accoppiamento:

2016_02_19-17_42_54_9a7bb.jpg

 

2016_02_19-17_42_54_b9bcf.jpg

 

Maschio appena maturato:

2016_02_19-17_43_06_751bd.jpg

 

Femmina adulta alle prese con "qualche" grillo ;) :

 

2016_02_19-17_43_21_d8247.jpg


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#8 The_Reaper

The_Reaper

    Cerato-Reaper Meridionalis

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Inviato 26 marzo 2009 - 00:34

Cocoon appena schiuso:

 

2016_02_19-17_43_40_e260b.jpg

N.B.: se si osservano gli arti, qualche sling può apparire "acciaccato", ma dopo poche ore correvano tutti dimostrando perfetta salute ;)

Sling di qualche mese:

 

 

2016_02_19-17_43_59_2f423.jpg

2016_02_19-17_43_59_4cf52.jpg

 

Esemplare a poche mute dalla maturità:

 

2016_02_19-17_44_18_48090.jpg


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#9 Bomba

Bomba

    Lupo

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Inviato 26 marzo 2009 - 09:59

Complimenti per l'ottimo lavoro!! Veramente una bellissima scheda per completezza, chiarezza e dovizia di particolari (soprattutto per i poco esperti come me).
Aggiungo anche i complimenti per le splendide foto che, a mio avviso, la corredano completamente rendendola una delle migliori che abbia letto, senza ovviamente nulla togliere alle altre. ;)
"Non è la più forte delle specie che sopravvive, né la più intelligente, ma quella più reattiva ai cambiamenti". (Charles Darwin)

#10 Stioppo

Stioppo

    Theraphosa

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Inviato 26 marzo 2009 - 22:36

una scheda davveo notevole....i miei più vivi compliementi,vediamo se mi è d'aiuto con l'esemplare che mi arriverà a breve

#11 aracnojak

aracnojak

    Citharischius ScAzZaTus..

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Inviato 27 marzo 2009 - 16:55

Finalmente riesco a connettermi,complimentoni Pierpa ;) !!
NO ALLA TESSERA DEL TIFOSO !!

"una volta che hai beccato un paio di pugni e ti rendi conto che non sei di vetro,non ti senti vivo finchè non ti spingi fino al tuo limite".HoOLiGaNs.

#12 The_Reaper

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    Cerato-Reaper Meridionalis

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Inviato 03 aprile 2009 - 11:57

Riuppo un secondo il thread per citare un fatto singolare...
I mesi passano ma la mia femmina adulta non ne vuol sapere di terminare il ciclo vitale: nonostante sia nata in gennaio 2007 e maturata i primi di gennaio 2008, attualmente è viva, affamata e perfettamente attiva, e ormai ha toccato i due anni e quattro mesi di vita... ;)
Vi farò sapere quando passa a miglior vita ma se continua così mi sa che dovrò aggiornare la scheda... :)
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#13 Henry

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    Enrico Simeon

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Inviato 03 aprile 2009 - 13:29

Magari in natura muoiono nel cambio di stagione e quindi di temperatura.. Essendo abbastabstanza costante la temperatura nel terrario (e quindi stress termici inferiori che in natura), magari si è mantenuto in salute più a lungo... ;)

#14 The_Reaper

The_Reaper

    Cerato-Reaper Meridionalis

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Inviato 03 aprile 2009 - 15:53

Magari in natura muoiono nel cambio di stagione e quindi di temperatura.. Essendo abbastabstanza costante la temperatura nel terrario (e quindi stress termici inferiori che in natura), magari si è mantenuto in salute più a lungo... ;)

Sicuramente potrebbe essere questo, ovviamente in natura ci sono molteplici fattori aggiuntivi da considerare che influiscono pesantemente sulla mortalità di un ragno adulto...
Quello che mi stupisce è come ancora l'appetito non le sia svanito (cosa che precede un mesetto di lento spegnersi), a differenza di molti Araneomorfi che ho in casa che "rispettano" palesemente i ritmi comuni del loro ciclo vitale, nonostante temperature confortevoli.
Comunque attenderò e vi informerò a riguardo. :)
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